FIVE HORSE JOHNSON – The last man on Earth

Nella vita ci sono cose che raramente tradiscono: il rock dei Five Horse Johnson è senza dubbio una di queste. Il quartetto, proveniente da Toledo, Ohio, torna alla ribalta con il nuovo “The last man on earth” e ci propone l’ennesimo disco di sano e robusto retro rock: tanta grinta e tanto sudore messi al servizio di brani diretti e coinvolgenti, tosti e spumeggianti, da perfetta colonna sonora in un party dall’alto tasso alcolico.
Le influenze dei Five Horse Johnson giungono direttamente dall’hard rock degli anni ’70: Mountain, ZZ Top, Aerosmith, Lynyrd Skynyrd, Black Oak Arkansas sono solo alcuni dei punti di riferimento di una band che punta al divertimento, alla passionalità, al calore che soltanto il vero rock sa trasmettere. Nulla di nuovo dal punto di vista stilistico, dunque, ma non è certo quello che ci si attende da un disco del genere. Qui troverete un miscuglio di boogie, southern e blues che vi farà scuotere e sbattere, condotto alla grande dalla voce roca e graffiante di Eric Oblander, che da quanto si può sentire durante le sessions di registrazione deve essersi sgolato molti litri di bourbon…

Brani come l’iniziale “Cry rain” o la torrida “Three at a time” sono veri e propri inni all’alcol e al cazzeggio, costruiti sulla corposità della base ritmica (Steve Smith al basso e Mike Alonso alla batteria) e sul gran lavoro operato alla chitarra da Brad Coffin, il quale si diverte a rispolverare riff e giri dal groove tipicamente settantiano. Inserti d’armonica caldi come lava bollente impreziosiscono “Soul digger” e “Yer mountain” di sapori bluesy davvero azzeccati, mentre è in casi come “Cherry red” e “Sweetwater” che la band pigia sull’acceleratore trascinandoci su binari dove è il rock’n’roll più selvaggio a farla da padrone. E proprio a suggellare questo discorso che punta al recupero di un certo tipo di sonorità (ovviamente senza mai puzzare di naftalina…) ci pensa “B.C. Approved”: “B.C.” sta per “Boogie Coalition” e l’esame è superato a pieni voti con totale benedizione da parte del professor Greg Strzempka, direttamente dalla cattedra dei Raging Slab…

“The last man on earth” è un disco come raramente se ne sentono, spontaneo, vitale, grezzo. Proprio per questo l’ascolto è d’obbligo…

Alessandro Zoppo