FIVE HORSE JOHNSON – The Taking of Black Heart

“The Taking of Black Heart” è la settima fatica dei collaudatissimi Five Horse Johnson, edita da Small Stone Recordings. Il disco suggella i diciassette anni di carriera della band. Il quintetto di Detroit latitava dal 2006, anno d’uscita di “The Mystery Spot” e Jean-Paul Gaster (Clutch) curava la sessione ritmica. Già incrociatasi in precedenza, con la partecipazione di Oblander (voce e armonica) nel progetto Clutch, la storia delle due formazioni finisce per intrecciarsi nuovamente data la permanenza alla batteria di Mr. Gaster e per l’acquisto del produttore J. Robbin.”The Taking of Black Heart” è un disco dall’approccio blues, ben amalgamato con sonorità stoner, southern rock e country western.
I botta e risposta (armonica/chitarra, armonica/voce) di “The Job” e “Keep On Diggin”, dimostrano da subito quanto il blues sia una componente trainante per i Five Horse Johnson. Songs quali “Mexico” e “Smash & Grab” disegnano scenari polverosi, dove le vibrazioni country e southern spadroneggiano. “Beating in My Hand” rivela il lato più raffinato della band. Le canne d’organo di J. Robbin esaltano e riempiono di spiritualità un groove già di per sé sensuale, mentre “You’re My Girl” ospita le corde vocali di Robin Zander (Cheap Trick), riproducendo un sound a metà strada tra Zeppelin e Guns N’ Roses. La corsa della FHJ coach termina con una ‘black’ blues ballad: “Die in the River”.
Nonostante il disco non offra grandi novità dal punto di vista musicale e per lunghi tratti possa sembrare monotono e ripetitivo, raccoglie in sé qualità indiscusse quali esperienza, stile, istintività e anima: tutto ciò che contribuisce a rendere “The Taking of Black Heart” un disco di spessore.

Enrico Caselli