Flamingods Levitation

Flamingods – Levitation

I Flamingods sono la colonna sonora perfetta per i vostri imminenti party estivi. Levitation è il secondo album della formazione anglo-bahreinita, edito dalla label londinese Moshi Moshi Records a tre anni di distanza da Majesty e dall’EP Kewali. Ed è un potente e sorprendente disco di exotic psychedelia, come la chiamano loro.

Un frullato di neo-neo-psichedelia, jazz, funk e indie adatto a grandi e piccini, roba che farebbe muovere il culo persino a Mario Draghi. La forza di questo disco è che le sue undici canzoni suonano tremendamente credibili. Ce ne eravamo già accorti quando li avevamo visti all’Eindhoven Psych Lab 2016, dove erano stati l’assoluta rivelazione del festival. Levitation non è che una conferma.

Oltre ad essere un sapiente viaggio psicotico e allucinogeno nelle musiche del mondo, dall’Europa al Middle East, quest’album è perfetto pure per tante altre occasioni quotidiane: mentre spadellate in cucina, state correndo per far calare la panza, stirate controvoglia le camicie, guidate in macchina imbottigliati nel traffico o siete a casa dopo cena con gli amici.

Non si può non pensare a Goat, Orchestra of Spheres e Lay LLamas, o al sound dei vari Tinariwen, Baba Zula e Omar Souleyman. East meets West, insomma, come dimostra il video di Marigold, girato durante un viaggio in moto in Oman. I Flamingods scrivono bene come pochi altri e sono abilissimi nell’evitare ogni trappola: mai un passo falso, un passaggio banale, ripetitivo o noioso.

Persino nei brani meno incisivi come Astral Plane e Olympia, quelli nei quali ammiccano al sound allegro e danzereccio dei recenti Tame Impala, riescono ad essere luminosi, incantano e fanno sognare. Ancor di più negli esiti migliori di questo lavoro, come il funk travolgente e speziato di Koray (Erkin ringrazia), il trip disco-desertico al crocevia delle antiche rotte carovaniere di Nizwa, la psichedelia felpata di Club Coco e quella mistica di Mantra East.

Fossimo in un paese civile, Levitation sarebbe in cima ad ogni classifica e i Flamingods nei bill di ogni festival estivo che conta. Ci accontentiamo di poco e segnaliamo questo disco come candidato ad essere uno dei lavori migliori dell’anno. Psichedelicanatolico.

Alessandro Zoppo