FROZEN, THE – Zero

Tagliano il traguardo del quarto lavoro i Frozen (se si considera anche il materiale registrato nel 2000 a titolo “First snow”), band austriaca attiva ormai dal 1998. Quanto proposto nel nuovo “Zero” è la logica prosecuzione del discorso iniziato in passato e oggi portato avanti con forza e coerenza: siamo al cospetto di un heavy dark rock plumbeo e decadente, incentrato su ritmiche possenti (create da Gerhard Peter al basso e Tom Zochling alla batteria), chitarre graffianti (opera di Tom Koller) e sulla voce profonda ed evocativa di Dennis Pauholzer, che dona un tocco malinconico al tutto con le sue melodie dolci e suadenti.
Quattro i brani proposti che si fanno apprezzare per brillantezza e convinzione, l’unica pecca è un’eccessiva tendenza al manierismo che a volte può lasciare interdetti. Per il resto gli elementi per far bene ci sono tutti, a partire l’iniziale “Shine in black”, episodio che a dire il vero si distacca dal resto del materiale: il pezzo infatti è costruito su un riff quasi stoner che fa da contrappunto alla maestosità delle parti vocali, ruffiane ma mai fastidiose, anzi… La successiva “Leviatate” è il primo marchio distintivo del gruppo, si tratta di una classica dark song notturna, romantica e zuccherosa, in bilico tra gli Him (il che non è necessariamente negativo…) e i recenti Sentenced. Gothic rock che si ispira a Type O Negative e ultimi Tiamat è invece “Feelings are dead”, altro tassello molto ben riuscito, soprattutto nei ricami delle chitarre e nel mood lirico che permea la composizione. La ballad “Disappear” termina l’avventura in modo soffice e sognante, non parliamo di “love metal” ma ci siamo molto vicini…

Se avete voglia di staccarvi per un attimo dalla vostra musica preferita per immergervi in territori oscuri e passionali The Frozen sono la band che fa al caso vostro. Rispetto a molta spazzatura che c’è in giro al giorno d’oggi una chance la meritano di sicuro.

Alessandro Zoppo