GHOST N’ GOBLINS – Gn’G EP

Ciò che colpisce tanto del primo brano nel player è il gran riff, seppure derivativo, retto da un basso alla Lemmy nel periodo Motorhead più cazzuto (diciamo alla ‘Ace of Spades’) ed una bella voce raschiata e urlata, ma nello stile di Fu Manchu o Kyuss. I Ghost N’ Goblins non sono una band stoner nella sua accezione purista, perché mischiano anche elementi heavy metal, rock’n’roll, musica veloce, ruspante e divertente. Un bel trio di origine sarda, composto da Tony Garcia (voce e chitarra), Fabio Garau (basso) e Stefano Lorico (batteria), provenienti dall’isola di Sant’Antioco, in provincia di Cagliari. Tra l’altro, il cui pseudonimo è un omaggio alla voce del deserto per antonomasia, suona anche con i Steeljaw (band inglese, tra il grunge, l’hard rock e roba alla Corrosion of Conformity e Down), e con i Dusteroid, con cui ha avuto la possibilità di aprire il concerto inglese dei Colour Haze.Ciò che più di tutto stupisce è che i G N’G siano nati nel settembre 2007 e nell’ottobre 2007 avessero già pronto un promo con cinque brani, per un totale di 16 minuti e 15 secondi. Certo, i palati più esigenti diranno: ma questa roba è vecchia, sa di già sentito!. E grazie, però è stoner, rock’n’roll in pienissimo stile Seventies tirato e selvaggio, fresco e al tempo stesso rovente come il deserto. Chi ha detto che è necessario avere un messaggio o una missione? Non è sufficiente fare rock? Lo scopo della band, il cui nome è un omaggio al titolo del vecchissimo platform arcade, è appunto quello di divertite, magari facendo scapocciare l’ascoltatore, offrendogli un cocktail saporito e dissetante, a base di Queens of the Stone Age, Fu Manchu, Kyuss, Motorhead e Orange Goblin.
Non vogliono svelarvi nessun mistero, perché si tratta di musica già scritta, ma suonata col cuore e con la passione: ingredienti fondamentali, che spesso non si trovano in alcuni generi che stanno prendendo il sopravvento attualmente, per chi ama il rock. Non c’è trucco e non c’è inganno, nessuno di loro tre si spara pose o interpreta un personaggio, ma sono semplicemente tre ragazzi che suonano quello che piace a noi e a voi, cari lettori e “seguaci” di questo spazio sulla rete… Yeah, we can fly. Yeah, one more time.

Gabriele “Sgabrioz” Mureddu

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