GIANT BRAIN – Plume

I Giant Brain sono un gruppo di Detroit, formato da Andy Sutton, bassista (nonchè ideatore di questo progetto con il fratello Al) e dal chitarrista Phil Dürr (Big Chief). Questo “Plume” è il loro esordio, targato proprio 2007, nel quale ai due musicisti si aggiunge una serie di turnisti e aiuti vari.L’idea di base è spiegata molto chiaramente dagli stessi musicisti: The Giant Brain sound like Krautrock as played by Detroiters. What if the Stooges played Guru Guru covers? Or if BMWs were built by the UAW?. Quindi ecco musica kraut suonata in maniera più grezza e potente… Anche desertica aggiungiamo. Un disco strumentale di 5 tracce per quasi 50 minuti. La base di tutto sono sicuramente i Neu!, ma anche gli Amon Duul, e questa base viene impolverata dalla sabbia del deserto, levigata dal vento che scorre fra le dune. Si respira la stessa atmosfera delle prime Desert Sessions, dei dischi degli Orquiesta del Desierto e più in generale di tutti quei progetti che hanno come obiettivo quello di trasmettere con la musica le immagini del paesaggio desertico.
Basta prendere il primo pezzo, “Ausgesetzt”, musica ripetitiva in pieno stile Neu!, basso palpitante sopra una veloce batteria a cui si aggiunge una chitarra acida che disegna melodie in piena libertà, a tratti morbide e fugaci, a tratti molto più irruente. “Die Festzeit” sembra un pezzo degli Earthlings?, un gruppo che qualche hanno fa aveva già provato ad unire kraut ed elettronica con il desert rock. Ad ascoltarlo vi ritroverete cullati fra suoni sereni e allegri che provengono da un po’ tutte le parti, mai intenti a spaventarvi e cogliervi alla sprovvista, in mezzo ad una divertente ma rilassata jam strumentale in acido. “Looper”, nonostante i suoi 12 minuti di lunghezza, è un’altra cavalcata desertica veloce e allegra, fortemente ritmata, sulla quale gli strumenti aumentano, si accumulano, fino a raggiungere un’orchestra di suoni guidata da un lunghissimo assolo di chitarra. Di parole se ne conteranno 10 in tutto il disco, sono gli strumenti a comandare, specialmente la chitarra acida e psichedelica di Dürr. La monumentale “Krauter” vede una ossessiva linea di basso attorno alla quale si odono improvvisazioni di vari strumenti, dall’onnipresente chitarra solista a percussioni impazzite, fino al formarsi di un muro sonoro che si abbatte con violenza sull’ascoltatore. È questo l’unico pezzo in cui si respira un atmosfera più oscura e cattiva. Molto più leggera e psichedelica è invece l’ultima traccia, “Der Amerikanische Albtraum”, la più semplice del disco ma forse la più bella, con una melodia suggestiva e affascinante e una struttura molto più simile a quella di una normale canzone (anche nella durata).
“Plume” è disco che di innovativo ha poco o nulla, tenendo conto che i nomi a cui si appoggia il sound dei Giant Brain sono delle leggende e che l’esperimento kraut + desert rock è già stato portato a buon successo da altri. Ciò che lo rende un disco da ascoltare sono le immagini mozzafiato che riesce ad evocare, la sua bellezza ed armonia nell’insieme che lo rende un disco di facile ascolto e scorrevole anche per i meno avvezzi a queste sonorità, senza mai dover scendere in musiche scontate e prevedibili. Insomma un disco da ascoltare senza analizzare, pensando soltanto a sognare e viaggiare.

Petauro