GIÖBIA – Introducing Night Sound

Le lunghe spire della psichedelia non risparmiano di certo neanche lo stivale, e se a nord delle Alpi è tutto un fiorire di esperienze space-psych-fuzz, valide formazioni trovano ragione di esistere anche alle nostre latitudini. Preambolo necessario perché sarebbe davvero un delitto a sangue freddo non supportare i Giöbia, splendido combo milanese (attivo dal 1994, dopo lunghi anni indipendenti fatti di happening psych, folk e musica elettronica) che incide su Sulatron. La proposta dei nostri è perfettamente in linea coi principali gruppi dell’heavy psych continentale, ma con delle caratteristiche personali che li rendono assai appetibili e difficilmente omologabili in un qualsivoglia calderone. L’avvio di “Introducing Night Sound” è affidato alla title track, un richiamo dallo spazio profondo incastonato tra shoegaze, space rock e neo-psych anni ’90, tema che sarà uno dei maggiori fili conduttori per tutto l’album. L’ipnosi oscillante di “Can’t Kill” sembra trovare il suo fulcro tra sonorità inglesi e kraut rock, mentre “Karmabomb” è un evocativo e pacifico mantra perso nel cosmo. Altri brani mirabili sono “A Hundred Comets”, che richiama Bevis Frond, Spaceman 3 e Dead Meadow, e “Orange Camel”, sospinta da un irrefrenabile magnetismo notturno.
“Are You Loving More” mostra il lato psyche pop della strega del giovedì (questo grosso modo il significato del criptico moniker), che lascia spazio ai violetti riverberi spiritati di “Electric Light” e di “No One to Depend On”. Per concludere, nell’ultima “Silently Shadows” rispuntano anche le vecchie radici folk sopra citate, impantanate però in una scura melodia lisergica ai confini quasi della new wave.

Roberto Mattei

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