GLITTER WIZARD – Hollow Earth Tour

A sentire “Mycelia” sembra un gruppo classico sparato nel nostro presente dal lontano 1971: una epic love pussy song alla maniera dei Deep Purple! I Glitter Wizard, in giro dal 2009 e visti nel 2014 al Tube Cult Fest di Pescara (dove hanno dimostrato di essere sempre pronti a festeggiare), sono una band speciale che ha centrifugato le proprie influenze in un cocktail irresistibile. Proto metal, vaghi accenni glam, schizopatie zappiane, cafoneria epic: tutto insieme appassionatamente. E poi c’è l’ospite d’onore che tenta di tenere le parti coese: l’hammond di Doug Graves che in “Scales”, cortocircuito speed metal, cerca e riesce a dare prova della sua fantasia e della sua bravura.
Che i Glitter Wizard si divertano e facciano divertire con la loro musica si avverte da tutte le parti, come quando in “Fungal Vision”, in pieno naufragio heavy, sparano un solo di sax che neanche il buon vecchio Fausto Papetti… O come in “Stoned Odissey”, perla moroderiana che fantastica su horror spaziali, almeno a giudicare dal mood. Loro lo chiamano Pink Metal e a noi sta benissimo così, anche perché il termine calza a pennello. Le band di riferimento possono essere T-Rex e i recenti Danava e Valient Thorr, ma non sono fratelli gemelli; tutt’al più cugini di secondo grado che si rivedono solo alle feste. Quando si arriva a “Sightseeing with Admiral Byrd”, chitarra acustica, synth e flautino in una bolla space Hawkwind, davvero si giunge a pensare che possono fare di tutto. Ed infatti lo fanno!
In un album come “Hollow Earth Tour” c’è qualsiasi cosa e sopra tutto la fantasia al potere. Alla larga ortodossia musicale, benvenuta mente aperta; allucinata da funghi, spore o acido lisergico, non fa niente. Purché aperta.

Eugenio Di Giacomantonio

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