GREEDY MISTRESS /EASYGIRLS – Greedy Mistress / Easygirls

Un quarto d’ora secco per due gruppi, quattro pezzi a testa. Visti i nomi coinvolti e la durata di questo disco, non si può che capire come il punk e l’hardcore siano ancora vivi e vegeti. Così attivi da prenderci a calci nel culo nel tempo opportuno. Greedy Mistress e Easygirls uniscono le forze e la prima uscita targata Average Man Records è uno split che gli amanti di Black Flag, Negative Approach, GG Allin, Circle Jerks e Antiseen non possono farsi scappare.I Greedy Mistress li conosciamo grazie all’esordio del 2007 ‘Your Shoes, My Tongue’. I brani qui presenti non fanno che confermare quanto di buono proposto allora: punk’n’roll tagliente e aggressivo, scorretto e voglioso di baldoria e divertimento. “The Girl Next Door” spalanca le porte di un inferno fatto di sesso e peccato, “Johnny Deep Throat” possiede un groove dannato che coinvolge al primo ascolto. “White Minority” è una scheggia impazzita che omaggia la bandiera nera issata da Greg Ginn, “I Love Livin’ in the City” ricorda a tutti che l’oltraggio al pudore Lee Ving lo praticava con i Fear già ai tempi di “The Record”, anno di grazia 1982.
Gli Easygirls sono invece una rivelazione proveniente da Milano. Rozzi, sfacciati, potenti, ci vomitano addosso rabbia e depravazione, come dimostrano le eloquenti “Milan Hates” (un inno per tutti i ‘lumbard’ che si rispettino) e “Revenge”. Sorrette dalla voce lasciva e alcolica di Razor Boy, autentico mattatore del gruppo. Le cover portano su direzioni sorprendenti. Se “Wasted” tributa in maniera doverosa i Black Flag dello storico esordio ‘Nervous Breakdown’, “Warsaw” ricorda a tutti che prima del post c’era solo il punk e i Joy Division di ‘An Ideal for Living’ erano tanto viscerali quanto estremi.
Un dischetto da custodire questo diviso tra Greedy Mistress e Easygirls. Per capire che l’hardcore di oggi passa da qui.

Alessandro Zoppo