GREENLEAF – Secret alphabets

Dopo il convincete debutto “Revolution rock” uscito qualche tempo fa, tornano a deliziare le nostre orecchie i Greenleaf, progetto parallelo ai Dozer portato avanti da Tommi Holappa (chitarra) e Fredrik Nordin (voce), sempre in compagnia di altri illustri personaggi della scena stoner svedese come Bengt Backe (basso), Daniel Lidén (batteria) e Daniel Jansson (chitarra).
Rispetto alle sonorità delle band madri però in questo caso siamo di fronte ad un disco di puro hard rock psichedelico: gli episodi smaccatamente stoner e di stampo kyussiano sono ridotti all’osso (non stonerebbero su un disco dei Dozer la trascinante “10000 years of revolution” e la cadenzata “Black black magic”) per lasciare spazio a pezzi ricchi di groove settantiano, dove le atmosfere retrò delle chitarre si sposano alla perfezione con ritmiche elastiche ed un raffinato gusto per la melodia. A partire dal mid tempo di “Witchcraft tonight” fino al riff in stile AC/DC della conclusiva “No time like right now” è tutto un susseguirsi di cavalcate fumose, sapori southern, svisate bluesy, assoli passionali e costruzioni sonore spontanee e dal gran tiro.

Un brano come “Never right” sembra uscito dalla penna dei Kiss, le allucinate “The combination” e “The spectre” trascinano su ipnotiche lande psichedeliche, “One more year” si addentra nel lato oscuro della nostra mente, mentre “Masterplan” possiede un non so che di orientale che dona un tocco di mistero ad un piatto di heavy rock già ghiotto.

Chi ama Dozer, Demon Cleaner ed in generale tutta la nuova ondata svedese apprezzerà di sicuro questo disco, a maggior ragione perché mostra un lato inesplorato delle band suddette; agli altri consigliamo comunque un ascolto, nei quaranta minuti di “Secret alphabets” di carne al fuoco ce n’è davvero tanta…

Alessandro Zoppo

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