GRUMBLING FUR – Glynnaestra

Benvenuti nella discoteca intergalattica dei Grumbling Fur. Moloch nato nel 2011 per volontà di Alexander Tucker, Daniel O’Sullivan (Guapo, Mothlite, Miasma & The Carousel of Headless Horses, Aethenor, Ulver), Antti Uusimaki (Mothlite, Panic DHH), Jussi Lehtisalo (Circle, Pharaoh Overlord) e David Smith (Guapo, Miasma & The Carousel of Headless Horses, The Stargazer’s Assistant), nel corso degli ultimi due anni il progetto ha cambiato pelle e mutato forma. I soli O’Sullivan e Tucker tengono le redini di questo Exquisite Corpse e ci donano 13 canzoni che ad un primo ascolto stupiranno non poco. Chi si aspetta lo sghembo psych folk di Tucker, l’acid rock dei Circle o l’ipnotismo In Opposition dei Guapo, dovrà subito ricredersi. E genuflettersi dinanzi alla sapienza creativa dei due autori. Permangono folli astrazioni in bilico tra rumorismo psichedelico, sperimentazione e avant-pop (l’iniziale “Ascatudaea”, il trip percussivo di “Alapana Blaze”, le vibrazioni droniche di “Cream Pool”, le folate soniche di “The Hound”). Resistono le tendenze melanconiche e pastorali del buon Alexander (le note sospese di chitarra e cello nella title track, la delicata ballata “Clear Path”, gli archi minacciosi di “Harpies”). Ciò che sorprende è un’apertura verso beat elettronici e tenue synth pop, quasi ad ascoltare un mix intrigante e tenero di Depeche Mode, Coil e Brian Eno. Per credere, basta far scorrere “Protogenesis”, l’avvolgente “Eyoreseye”, l’anthemica “The Ballad of Roy Batty”, le sublimi “Galacticon” (una delle canzoni più belle ed intense dell’intero 2013) e “Dancing Light”, il proto trip hop della conclusiva, mistica “His Moody Face”.
Glynnaestra è divinità generatrice di benessere psicoattivo e astrazione mentale. Ormai duo puramente British, i Grumbling Fur ci donano la loro electro-gnosis, risvegliando la nostra anima digitale in questo assurdo mondo materiale.

Alessandro Zoppo