HELA – Broken Cross

Gli Hela sono un quartetto iberico proveniente da Elche, nati dallo scioglimento dei The Sand Collector, già autori nel 2011 di “Lord of the Sun”, heavy psycho doom con cantato in spagnolo. Della precedente esperienza restano tre componenti, cui si è aggiunta la vocalist Isabel Sierra. Rispetto ai Sand Collector, gli Hela scrivono le proprie canzoni in inglese, mentre immutata resta la proposta musicale: heavy psych doom, rivisto con diverse influenze post rock & doom e sprazzi di sperimentalismo. I quattro, pur non denotando particolare attinenza alla sfera occult, possono essere annoverati in quella schiera di formazioni female fronted che comprende nomi quali Jex Thoth, Blood Ceremony, Jess and The Ancient Ones e Devil’s Blood. Oltre alla presenza e alla voce di Isabel, i quattro appaiono piuttosto attratti dall’esoterismo e dalle arti del mistero, a partire dal nome. Secondo la leggenda norrena, Hela era una dea portatrice di morte e raffigurata con la parte superiore come figura dalla rara bellezza mentre la parte inferiore vedeva un cadavere in putrefazione dal cattivo odore.Se i temi affrontati riconducono ad un’idea precisa di rock esoterico, la musica si sviluppa su manifestazioni di velata sofferenza ma grazie ad alcune aperture ariose di matrice psych, la tensione viene in parte allentata. “Broken Cross” è comunque avvolto da un visione cupa e doom; a dare poi un’impronta claustrofobica sono le influenze post rock. Nel complesso l’album mostra elementi di interesse, seppure è la staticità del songwriting a rallentarne l’ascesa, così come la stessa performance di Isabel, che ne esce per certi versi trattenuta. Insomma, questo disco è una prova nel complesso buona: si possono cogliere influenze che vanno dai Subrosa agli Arc of Ascent, rimandi ai Neurosis ma anche a Cathedral, Blood Ceremony ed ancora Candlemass, Anathema e God Is an Astronaut. Un mix di riferimenti anche distanti tra loro ma che gli Hela riescono ad inglobare bene nel loro post psych doom.

Antonio Fazio