HUMO DEL CAIRO – Vol.II

Ad un solo anno dall’uscita dell’omonimo debut album, il trio stoner argentino Humo del Cairo ha pubblicato nel 2011 per la piccola label Estamos Felices il secondo full lenght, intitolato semplicemente “Vol.II” ed assolutamente degno di nota. Se infatti il loro primo disco aveva costituito una gradita sorpresa per gli amanti dello stoner rock classico, quello crudo, desertico e polveroso – anche se fin troppo influenzato da sonorità kyussiane, tra Los Natas e hard rock acido – questo “Vol.II” sorprende per il deciso passo in avanti fatto dalla band, che nel frattempo ha provveduto al cambio di batterista.Mentre l’omonimo primo album era composto sì da buone canzoni ma pur sempre slegate tra loro e fin troppo debitrici nei confronti delle sonorità sopra citate, con questo nuovo lavoro gli Humo del Cairo diventano assolutamente riconoscibili, oramai titolari di una propria identità musicale, autori di uno stoner molto più diretto ma allo stesso tempo maggiormente equilibrato rispetto al passato, con brani sempre ben dosati e calibrati e che spesso vedono alternarsi potenti riff incandescenti e dilatazioni psichedeliche e strumentali ben inserite, il tutto accompagnato da un cantato – sempre in lingua spagnola – efficace e mai sopra le righe.
Undici brani per complessivi 49 minuti di heavy psych: si parte con tre tracce – “Fe”, “Los Ojos” e “Tierra del Rey” – tra le migliori dell’album, puro e tirato stoner dai riff taglienti che solo a tratti consentono delle pause strumentali psichedeliche; segue “El Alba”, suddivisa in due parti, la prima sempre stoner, la seconda molto più dilatata ed accompagnata da un cantato assai ispirato. È poi la volta di “Crinas” e soprattutto di “Monte”, gemma strumentale nascosta, brano davvero evocativo. Meno degni di nota sono i restanti quattro brani, ispirati ad un classico hard rock, tra i quali spicca comunque la sinuosa “Descienden de los Cielos”.
Finalmente possiamo dire “Sì, questi sono gli Humo del Cairo!”… e chissà quanta strada faranno ancora!

Alessandro Mattonai

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