IL MALPERTUGIO – The Blues Demon’s Show

Stoner rock ancora dalla Campania, da Caserta per la precisione, con Il Malpertugio che ha realizzato il suo EP autoprodotto nel 2007, mezz’ora di crudi elettricismi che tributano Dozer, Soungarden, Kyuss, Roachpowder, Orange Goblin e in parte l’hard alternativo degli anni 90.Buona coesione strumentale per sei brani ispirati quanto basta per promuovere senza indugi la proposta di Ivan, Emilio, Antonio, Mario e Gianluca, completamente calati nella loro dimensione e che non risparmiano belle dosi di groove, pronte a far breccia tra i non pochi estimatori del genere.
Nessuna facile concessione verso altri lidi confinanti e più di tendenza, con la parziale eccezione delle vocals di Ivan che oltre alla sua timbrica nettamente hard-psych, ricorre (ma senza esagerare) a qualche influenza ‘crossoverista’ (il concept circense del libretto è sintomatico in tal senso). Non è però il caso di lamentarsi: “Bugs” è forse l’unico pezzo stoner con qualche appiglio crossover rock, per il resto troviamo “Wrong Lane” dall’apertura acustica orientaleggiante che si rivela una succosa cavalcata con ficcanti velocizzazioni space e sincopati break tratti dall’alternative-psych. Si prosegue con la malefica “Sunset Screaming” dall’incipit bluesy che dà sfogo al pezzo più potente e articolato del lotto, “Obsession” (nettamente hard-oriented), poi “Let Shit In”, a suo modo debitrice di Unida e primi Soundgarden.
“Second Rate Man” è con ogni probabilità il pezzo più convincente in assoluto, stoner-psych che sarebbe potuto tranquillamente uscire dalle fucine nordeuropee di una dozzina di anni fa. Non è che dobbiamo scomodare capolavori e usare parole roboanti, anche perchè nel genere ci sono (e continuano ad esserci) campioni assoluti, però il livello è incoraggiante. Il Malpertugio sono degni del vostro interesse e possono essere attesi con fiducia alle prossime prove.

Roberto Mattei