IL PASTO NUDO – 20.05

Attendevamo impazienti un nuovo lavoro targato Il Pasto Nudo, band della zona di Bari che ci aveva sorpreso positivamente con il promo dell’anno passato. Ora i quattro ragazzi (Tarcisio, Francesco, Pierluigi e Antonio) tornano alla ribalta con un nuovo dischetto che comprende la demo del 2004 più quattro pezzi nuovi di zecca. Per i primi vi rimandiamo alla recensione apposita, per questi ultimi il discorso va dovutamente approfondito.Il Pasto Nudo infatti ha sensibilmente migliorato professionalità e composizioni. Nonostante il tutto sia stato registrato nel giro di due giorni, la registrazione risulta ottima e non risente di alcun calo. I brani proposti hanno il giusto impatto e la dovuta grinta, mentre le capacità strumentali si fanno sempre più rifinite. A partire da “Passato di moda”, impatto stoner punk e un’aggressività vocale che graffia e colpisce nel segno. Fino a giungere a “Il grande nulla”, ancora un tappeto di chitarre e ritmiche di chiara derivazione Kyuss, spinto dall’abrasività delle vocals e da una vena indie che non dispiace affatto, anzi, rende Il Pasto Nudo un gruppo davvero singolare nel sound proposto.
Nel mezzo ci sono invece quelle composizioni che pongono il gruppo sulla stessa scia di fenomeni come Mesas e Dharma. “Cancro (Specchio)” ha un giro kyussiano e una melodia appiccicosa in stile Afterhours/Six Minute War Madness, mentre “L’ultimo respiro” possiede un alone psichedelico che ammanta l’atmosfera, salvo poi aprirsi in un circolare vortice heavy noise minimale ma melodico.
Il Pasto Nudo è duro e distorto, ha un suono che sa di alcol, valvole e deserto. Rabbia, groove e violenta disperazione: sono questi gli elementi che rendono i quattro ragazzi baresi un gruppo ben oltre la media.

Alessandro Zoppo