IL PASTO NUDO – Deep Inside

Con una cover che fa sobbalzare ogni cultore dello stoner rock (stesso titolo e tema dell’immortale capolavoro dei 7zuma7 !) tornano i fratelli Tarcisio e Francesco Longobardi (col nuovo bassista Arduino Panaro) e lo fanno con la reincarnazione del Pasto Nudo, già autori di 3 demo (due dei quali ristampati dalla LM records) e formazione piuttosto attiva nel sottobosco heavy-psych tricolore. Per dovere (e giustizia) va detto che si tratta di musicisti inossidabili e esperti, il cui scopo precipuo è quello di portare il wattaggio dei propri amplificatori al massimo, come un torrente in piena che travolge l’audience durante un selvaggio headbanging: iniziano col progetto WORM a fine anni 80 scorazzando lungo la penisola col loro sound helmet/prong/voivod, poi subito dopo arriva il periodo del definitivo innamoramento per l’hard lisergico con cover di sabbath e kyuss (proprio ai tempi di “Blues for The Red Sun”), ma dato che tranne qualche setta esoterica nessuno avrebbe parlato di stoner rock per i prossimi due-tre anni – o pensava a costruire tantomeno una scena [come vi capisco fratelli, siamo coetanei ! N.d.A.] – i nostri si sono visti costretti a scegliere tra anni di anonimato o fare una svolta di sound elettronico e commerciale. Riconsegnati al sacro fuoco della psichedelia heavy, e migliorate finalmente le cose nel nostro underground psych, dai primi anni 2000 possono così tornare a calcare le scene con la loro vera musica.Dopo ulteriori periodi di assestamento, eccoli al quarto (!) lavoro autoprodotto, un promo di 6 pezzi registrato professionalmente (da considerare come un vero e proprio mini-Lp) e che scotta come una tanica di combustibile pronta ad essere versata su tutto ciò che può intralciare il cammino del Pasto Nudo.
Stoner Rock psichedelico, trascinante, emozionale, ultra groovy e legittimo/bastardo/virulento erede dell’hard 70, senza troppe minchiate e declamazioni, suonato da gente che questa musica l’ha vissuta quando è nata, senza curarsi di responsi discografici e tantomeno di qualsiasi fighettismo.
La rabbia e la convinzione del ritorno dei Pasto Nudo riporta a quegli anni di Fu Manchu, Kyuss e Monster Magnet, soprattutto i primi dell’elenco, i californiani di Scott Hill, che con una caparbietà, bravura e convinzione fuori dal comune sono diventati un gruppo leggendario, dopo aver vissuto i lunghissimi periodi degli esordi sfornando una pletora di singoli e sette pollici…
Ragazzi, è solo un promo, ma l’ardore delle varie “Deep Inside”, “Dead Man Walking”, “My Heavy Way” gonfiano gli occhi… sì d’accordo, sono usciti “No One Rides For Free”, “Action Is Go” e centinaia di altri dischi, ma i Pasto Nudo suonano come dio comanda e ci mettono del loro con soluzioni più prettamente heavy e ‘moderne’ (ma sempre alla larga da nu-metal e rimanendo totalmente ultra-fuzz !) di “Hot Black Water” e quelle invece tradizionaliste di “My Tied Eyes”, per finire poi col capogiro di “Suffering”.
Chi criticava è tristemente scomparso dalla circolazione, mentre escono ancora dischetti chiamati “Deep Inside”, sorbole.
Stoooneeerrrrrrraaaaaawwwwwkkkk !!!

Roberto Mattei