INSIDER – Event Horizon

Dopo l’odissea di “Vibrations from the Tapes”, che ci ha riconsegnato la navicella Insider perfettamente funzionale, la band di Marco (chitarra) e Piero Ranalli (basso) e Stefano Di Rito (batteria) è pronta a un nuovo viaggio da un milione di anni. Il tragitto si apre idealmente dalle operazioni di partenza, col duro start di “Escape Velocity”, sintomatico in tal senso, fino alla remota conclusione siderale. Il sound si è fatto più progressivo e matematico, forte di numerosi riff che creano un effetto di risonanza metallica e spalancano un ascolto tumultuoso. “Magnetic Field Lines”, “Gravitational Mass” e “Jet”, sono space/progressive rock in continuo equilibrio tra passaggi impenetrabili e sinuose dilatazioni, abili comunque a conservare una propulsione dinamica. Decisamente potente e curata la produzione, che non consente di rilassarsi troppo, anche se le acustiche e gli effetti della title-track spezzano in qualche modo la tensione prima della seconda parte: qui troviamo infatti “Expansion of the Universe”, giocata su enigmatici chiaroscuri, e la cattura dal destino ambivalente di “Black Hole” e “White Hole”.

Roberto Mattei