INSIDER – Vibrations from the Tapes

Il ritorno discografico degli Insider avviene in edizione limitata di 200 copie su indie Phonosphera, e si tratta di una serie di 5 brani strumentali registrati nell’autunno/inverno 2007 in forma di rehearsal analogiche totalmente improvvisate. Grazie alla masterizzazione di Gianmarco Iantaffi, quelle vibrazioni di qualche tempo fa assumono la fisionomia definitiva, rendendo l’ascolto dell’opera coerente coi precedenti “Simple Water Drops” e “Jammin’ for Smiling God”, gli album degli anni 2000 che resero molto apprezzato il nome della band nei circuiti psichedelici. La prima traccia, “Your Brainticket”, parte direttamente senza preambolo alcuno, gettandosi in oltre 22 minuti di pura psichedelia chitarristica, formalmente debitrice sia della scena mitteleuropea che delle sonorità space inglesi, risolta però con piglio personale e dotata di una sua riconoscibilità. Dopo questa lunga session che incanala l’ascolto nella direzione voluta, “Killing Boredom” vira verso uno space rock energico e tirato che apre le porte all’onirismo di “Raga in the Sky”, track opportunamente satura di spezie stellari. Il viaggio risolutivo prende forma nell’estesa narrazione di “First Steps”: dai primordi della genesi dell’universo ci si dirige fino ai confini più inesplorati del cosmo, in un rocambolesco tragitto che oltrepassa beffardamente le regioni soggette alle grandi forze della vastità siderale. “Dark Age” conclude in modo quasi epico queste registrazioni grazie alla sempre fantasmagorica chitarra di Marco e il gran lavoro al basso di Piero e alla batteria di Stefano, con tanto di calibrate fasi effettistiche.
Solida metafisica psych che gli appassionati non dovrebbero lasciarsi sfuggire.

Roberto Mattei