IV LUNA – The Last Day of an Ordinary Life

Sono trascorsi sette anni da “D’incanto”, ultima uscita dei IV Luna. Ne è passata di acqua sotto i ponti. I generi sono cambiati, il mercato musicale insieme ad essi. Immutata è rimasta la voglia del gruppo romano di fare musica. Per se stessi e per chi ne ha apprezzato le sonorità dai tempi dei primi bellissimi dischi, “Libera mente” (1999) e “D’incanto” (2003). Una commistione unica nel panorama italiano, crogiuolo di metal, dark sound, progressive rock e heavy psichedelia. Da tempo la band è in stand-by e i componenti sono impegnati in altri progetti (Andrea BJ Caminiti nei Doomraiser, Alex Giuliani nei Belladonna). “The Last Day of an Ordinary Life” è una sorta di rimpatriata, vecchi amici che si rivedono davanti ad un bicchiere di vino ascoltando e suonando buona musica. Passando in rassegna le tredici tracce del lavoro ci si rende conto che in realtà non è affatto così. I IV Luna del 2011 sono ancora spontanei, oscuri, creativi.Graffia e ammalia la voce di Mik Chessa, profonda come la chitarra di Laki Chessa e le ritmiche di BJ (basso) e Alex (batteria). Canzoni quali “September 28th, 2003”, “In the Shade” e “Disappeared” sono il tipico marchio di fabbrica IV Luna: chitarre avvolgenti, basso pulsante, batteria potente e precisa, elementi che si fondono in contrasti. Quelli tra buio e luce, inquietudine e armonia, aggressività e dolcezza (“The Best Day”). In “I Realize” e “Last Days of My Ordinary Life” (le migliori tracce del lavoro), le guest vocals di Alice Pelle donano un tocco di grazia e leggerezza a trame intricate e magmatiche, dai sottotesti quasi jazz. Travolgente il groove heavy e al limite dello stoner di “Magic Room” e “Unsuitable”. “La tua voce” vede il ritorno del cantato in italiano (ottimo e mai banale) per una ballata notturna che esplode in riff robusti, percorso battuto anche dalla bonus track “Tentativi”, risalente al 2002 e ulteriore prezioso tassello per inquadrare il percorso sonoro del gruppo.
Di fronte al marciume del neo gothic e alle derive piatte e scontate del progressive metal, un album come “The Last Day of an Ordinary Life” risulta una insperata ancora di salvataggio. Ancor più sottolineando che il disco è disponibile in download gratuito sul sito del gruppo ed in cd edizione limitata con bonus track. Il modo migliore per dire addio. O un semplice arrivederci?

Alessandro Zoppo