JECANO – Monument III

Tra le varie proposte stoner rock che giungono da tutto il mondo l’Inghilterra è uno dei pochi paesi che rimane tra le seconde linee, fatta ovviamente eccezione per gruppi già affermati come Cathedral e Hangnail. A smentire quanto detto ci pensano però i Jecano, trio proveniente da Berkshire e che in questo lavoro di tre pezzi ci offre un ottimo fuzz rock elaborato e complesso. La durata dei pezzi è molto lunga (in media quasi otto minuti) e mette in evidenza l’ottima vena compositiva di Dan Danby (batteria), John Beyer (basso) e Arthur Ivers (chitarra e voce). I punti di riferimento per la band sono Fu Manchu e Atomic Bitchwax su tutti, ma la personalità a questi tre ragazzi non manca affatto.
L’iniziale “Tyrewall” corre all’impazzata su sentieri heavy rock selvaggi e rabbiosi, con la voce di Arthur roca e sporcata a dovere, giusto mezzo per creare un impasto devastante con i riverberi della chitarra (davvero mastodontici nello stacco centrale) e le mazzate della sezione ritmica, prima del finale accelerato fino all’inverosimile. “Hilltop hanging” prosegue lo stesso discorso con riff vulcanici che sembrano uscire dall’ascia di Ed Mundell, ma si arricchisce di momenti più tirati al limite del metal e del thrash, senza mai dimenticare però una componente fondamentale, il groove. A conclusione del dischetto troviamo infine “The hive”: wah-wah caldi e avvolgenti, drumming ossessivo, basso pulsante, vocals modulate su frequenze melodiche e cambi di tempo spiazzanti compongono questo mosaico trascinante e coinvolgente.

Validi strumentisti, discreti compositori, grandi dispensatori di groove, tutto questo sono i Jecano, una promessa destinata a crescere ed affermarsi in un panorama non molto ricco come quello britannico. Se continueranno su questa strada, magari inserendo qualche momento più dilatato e psichedelico, ne vedremo di sicuro delle belle…

Alessandro Zoppo

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