JOE MAPLE – Demo

Arrivano dalla provincia di Teramo e rispondono all’appello con lo pseudonimo di Joe Maple. Un manipolo di scoppiati arrapati dallo stoner rock e dalla psichedelia, ecco cosa sono. Imparata a dovere la lezione impartita dal (nuovo) Josh Homme e compagni, la proposta degli abruzzesi si afferma come una produzione piacevole da ascoltare, niente male per essere un debutto.Meno Kyuss e più Qotsa quindi (ma anche Mammoth Volume), ritmiche meno pachidermiche e più sciolte (anche se il groove desertico di “John the elephant” sembra pronto a farvi ricredere), le canzoni che ci fanno più muovere la testa sono senza dubbio “Primrose Path” e “Telegraph Song”, nelle quali il lavoro del synth dona freschezza ai pezzi investendoli di una vena vagamente progressiva.
La voce non è sempre convincente, spesso troppo lineare e flemmatica per riuscire a spiccare nel mix generale, come accade palesemente nella soporifera “The lame”. Buoni i cori mutuati dagli immancabili Qotsa. Sempre interessanti gli inserti di synth, mentre i suoni di chitarra e della sezione ritmica appaiono discreti pur trattandosi di una produziona casalinga. Andrebbe ovviamente tutto irrobustito a dovere, trattandosi di un genere apprezzabile al crescere dei decibel e al dilatarsi delle atmosfere. I Joe Maple sono sulla buona strada, basta personalizzare la proposta e curare maggiormente i suoni; ne verrà fuori una bomba.

Davide Straccione