KEELHAUL – Subject to change without notice

Frammenti di violenza incontrollata popolano il nuovo lavoro dei Keelhaul. Una destrutturazione sonora che parte da lontano, da due dischi editi che già hanno deliziato i padiglioni auricolari degli ascoltatori più open minded. Un incontro scontro tra sonorità diverse e in apparenza inconciliabili che in questo nuovo lavoro trova una realizzazione compiuta e sublime. Qualcuno li definisce postcore, altri li vedono come l’ala più estrema del vecchio hardcore: nulla e tutto, un calderone pastoso e informe che travolge con potenza e creatività estrema.
Forse qualche punto di riferimento lo si può trovare in gruppi come 5ive, Isis e Pelican (non a caso compagni di scuderia), ma è un riferimento che trascende le comunanze, questi folli ragazzi di Cleveland amano spiazzare l’ascoltatore e lo fanno con uno stile unico, isterico e veloce, convulso e devastante. Le radici hardcore sono più marcate negli unici pezzi cantati del disco (un razzo spaccaossa come “Shackleton” e botte ai fianchi del calibro di “Cruel shoes” e “Carl vs. the 10.000 LB shadow”), mentre nel resto del tempo rimasto a disposizione i Keelhaul ci sfiniscono con estemporanee divagazioni strumentali. A volte queste sfuriate assumono la forma di macigni dal groove robusto e corposo (“Answer the chicken”, “Randall”), altre volte prevalgono ritmiche sghembe e giri soffocanti (“The gooch”).

Ma dove la band colpisce in pieno è nelle matasse fumose e alterate, pezzi come la lunghissima “Driver’s bread”, la soffusa “HMG” o l’ambigua “Mash the sandwich”, perle di perizia strumentale e immani capacità di scrittura, un viaggio di proporzioni immani tra cambi di tempo, ruggiti di chitarra, liquide sensazioni psichedeliche e variazioni umorali che lasciano sbigottiti. Si è presi al collo, sballottati nel bel mezzo del caos metropolitano e rinchiusi in un vicolo buio, oscuro, senza respiro, dal quale uscire sarà veramente difficile…

“Subject to change without notice” è un disco non alla portata di tutti. Difficile da assimilare in un sol colpo quanto pesante da digerire per chi è abituato a soluzioni più facili, riserverà grandi sorprese a tutti coloro i quali non si fanno scoraggiare e sarà una vera e propria droga per chi già ama questo tipo di sonorità.

Alessandro Zoppo

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