KEEP OUT – See It Through

Il fermento musicale che sto vedendo in questo scorcio di epoca in quel di Pescara e in generale in Abruzzo è davvero disarmante. Manciate di band che hanno molto da dire e che si ricordano di dirlo tutte nello stesso momento. La spiegazione è che tutto è ciclico, l’arte genera arte, ed in una città provinciale come Pescara quest’ultima è l’unico vero spiraglio di luce. Troppo fuori luogo parlare di scena, piuttosto mi piace parlare di realtà, ottima, e come tale deve essere esportata e messa alla luce. I Keep Out giungono al primo lavoro importante, quel full-length che finalmente mette tutte le carte in tavola, senza tralasciare nulla. “See It Through” è un concentrato di heavy grunge viscerale, di psichedelia passionale, di irruenza metal, di follia math-rock, di ambient crepuscolare e tanto altro. A volte ricordano i Melvins, altre volte gli Alice In Chains, altre ancora i Tool, ma il più delle volte sono i Keep Out. Adoro la loro imprevedibilità, quel sound che amano di volta in volta presentare in diverse salse, ora rallentando le proprie dinamiche, ora velocizzandole, ora rendendole schizofreniche, ora dilatandole. Importantissimo l’apporto di un quarto elemento, un membro aggiuntivo che prende il nome di Anathony, con il suo rumore addizionale e le sue insidiose ambientazioni interposte tra alcuni brani. Sax è tanto bravo nella sua interpretazione vocale, tanto quanto nel suo lavoro chitarristico, ricco e prezioso in entrambi i casi. La sezione ritmica è una cosa sola: Fabio al basso e Carlo alla batteria si completano a vicenda procedendo come un’unica entità; particolare menzione all’eclettismo del batterista. Inutile analizzare i singoli brani, perché in essi troverete quanto appena descritto finora. Quelli che sono entrati maggiormente dentro sono “The Loooser”, “Sputnik”, “Muddy” e “Phobia”, ma gli altri episodi non sono da meno, a partire dalla dolcezza di “Into The…” fino al drone maniacale che chiude “Parkinson”.”See It Through” è un lavoro maturo, sentito, completo. Procuratevelo!

Davide Straccione

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