KING BRAVADO – King Bravado

Se vi sono piaciuti i Black Mamba Rock Explosion date un ascolto ai King Bravado, altra novità del panorama rock triestino targato Kornalcielo Records. Dietro una delle due chitarre – e alle backing vocals – abbiamo ancora Andrea Belgrado, già cantante e chitarrista per i BMR, stavolta però possiamo ascoltarlo in un contesto sempre molto energico, ma dai tratti più classicamente stoner rock!Il disco si apre con il ritmo scandito di “King Size”, che non esita a farci subito capire la matrice stoner del quintetto, contornata tuttavia da dinamiche tipicamente hard rock, con una buona venatura southern che non guasta mai! Da sottolineare la linea vocale molto fresca, altisonante ed originale, che fa da protagonista nella successiva “Long Race”, che vanta un solo di chitarra dall’atteggiamento tipicamente redneck. “Drags You In” sembra già dall’inizio discostarsi da quanto detto sinora: si tratta infatti di un brano meno spedito e decisamente più desertico che southern, anche la linea vocale è meno altisonante, entrando perfettamente nell’atmosfera del pezzo, che scorre limpido e senza fronzoli. Come la successiva “Nets”, dai tratti più energici, che ricordano i Kyuss di “Green Machine”, ma con un buon utilizzo di fraseggi chitarristici sul southern rock.
Con “Ask Your Mind” tutto rallenta meravigliosamente, come per ricordarci sempre quanto la matrice sabbathiana sia fondamentale anche in un disco energico come questo, senza tuttavia far mancare il carattere che il cantante Joseph Volpicelli imprime al mood del disco! “Asshole” non poteva non essere un pezzo spedito, ci offre un’atmosfera più che adeguata al titolo, con tanto di tamburellare a ritmo su di una bottiglia di birra! “Circus of Liars” mostra un riffaggio molto massiccio, tuttavia in questo caso la linea vocale non incide, ma non si può dire sia fuori luogo. Più apprezzabile “Doomsday”, in cui abbiamo una dimostrazione delle capacità psichedeliche della band, nonché della freschezza già citata delle linee vocali. Le finali “Sunday Mourning” e “White Line” chiudono l’album con energia e riff nuovamente sullo stoner più sudista.
I King Bravado hanno saputo dimostrare, specialmente nei pezzi più energici, come l’energia di mostri sacri dello stoner rock come Orange Goblin o Spiritual Beggars possa coniugarsi a caratteri decisamente più “allegri”, tra i Fu Manchu e i Truckfighters più spinti. Bella prova!

Gianmarco Morea

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