KRÖWNN – Magmafröst

Ritorna ad un anno di distanza dalla pubblicazione di “Hyborian Age” il trio doom metal veneziano dei Kröwnn. Lo fanno con il primo full-lenght, intitolato “Magmafröst”, titolo suggestivo, ispirato, cosi come l’immaginario della band, alla saga fantasy di “Conan il Barbaro” scritta da R. E. Edwards. Le coordinate sonore non cambiano, ci troviamo sempre di fronte ad un doom metal vecchia scuola, denso, psichedelico e vibrante, guidato dai riff chitarristici di chiara matrice sabbathiana di Michele “El Lello” Carnielli, ben supportato da Silvia Rossato al basso ed Elena Fiorenzano alla batteria. Al di la di “Bennu” e “Cernunnos” che fungono rispettivamente da intro e outro, e lo fanno in maniera egregia e suggestiva, ci ritroviamo di fronte un album che gronda sangue e sudore ad ogni pezzo. Nessun cedimento e nessun compromesso, i pezzi si susseguono duri e decisi uno dopo l’altro, riff dopo riff, alternando il doom più classico (“Skeksis Dance”, “Wölfhunt”, “Sleipnir”) alla maniera dei numi tutelari del genere, Saint Vitus e Pentagram, ad alcune derive più acide e lisergiche (“Wyvernking”, “To Minas Morgul”, “Forge of Crom”), rimandanti a band storiche come Electric Wizard e Sleep.
Sono proprio questi ultimi episodi quelli a convincere di più e a dare maggiore dinamicità a “Magmafröst”. Quando i Kröwnn rimangono arroccati su posizioni più canoniche, l’album risente di una leggera monotonia di fondo che comunque non inficia la qualità del prodotto finito, sicuramente uno dei lavori italiani più interessanti dell’anno. La band conferma quanto di buono aveva fatto ascoltare con “Hyborian Age”, e con questa release meritevole e degna di nota, si prepara nel migliore dei modi al passo successivo, che auspichiamo sia il loro vero e proprio salto di qualità.

Giuseppe Aversano

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