LAZY BUMS – Lazy bums

Prova coraggiosa questa dei Lazy Bums. La formazione marchigiana ci propina del sano e robusto hard rock di matrice americana. Venature blues e groove molto seventies per un debut album sanguigno e sincero.
Il nucleo principale della band nasce nel lontano 1996. La lunga gavetta nei meandri della scena più underground li porta a definire meglio le loro scelte musicali. Attualmente si compone di cinque musicisti. Le tastiere sono state sostituite dalle due chitarre per un suono più corposo e virulento. Anche la decisione di cantare i brani in lingua inglese li colloca in una dimesione poco provinciale. Insomma i presupposti ci sono tutti.

L’album, composto da dieci brani, scorre via piacevolmente. L’intro è affidato a “Bloody mirror” pezzo ben giostrato da Paolo e Tiziano con giri chitarristici che trasudano hard blues di tutto rispetto. “I don’t care” è il mio pezzo preferito. Sicuramente il brano che più si avvicina a certe sonorità stoner a noi care. L’ottima prova di Maurizio dietro le pelli arricchisce una song da incorniciare. “Happiness” ci porta invece al grunge di Seattle mentre ad ammorbidire i ritmi serrati ci pensa “Shades”, ballad nella più classica delle concenzioni american rock. “This is my blues” riprende il più classico dei giri di rock’n’blues. Di tutto l’album forse il pezzo più scontato, anche se non manca nemmeno in questo caso l’energia. “For the first time” è il brano più rock nel senso italico del termine. Melodie più orecchiabili e toni più morbidi. “Fool or mad” è invece un pezzo molto più sperimentale. Buona la prova dell’acustico anche se in alcuni frangenti mi sono venuti in mente i Creed. Il brano comunque si rivela interessante. “To you, for you” al contrario di “I don’t care”, è la traccia che più si allontana dalle sonorità a noi care… La successiva “My darkside” si dipana su un riff grasso e si conclude con un crescendo acido, mentre spetta alla conclusiva “Space mountains” riportare “l’ordine rock” nella più massiccia delle forme conosciute. L’album si conclude con un ghost track acustica. Un elaborazione di arpeggi chitarristici di buon livello.

Vario e multiforme questo debut dei Lazy Bums. Qui potranno trovare pane per i propri denti appassionati di stoner e di hard rock, cultori del rock’n’blues e del post grunge. La band si esibisce spesso anche dal vivo. Siamo curiosi di ascoltarli nella più cruda delle controriprove rock.

Peppe Perkele