LEATHER ALIVE – Loom

Come novelli Orange Goblin, i Leather Alive picchiano duro. Attivi nel territorio romagnolo dal 2009, hanno dato alle stampe il loro album d’esordio nel 2014 via Go Down Records, non prima di essersi fatti le ossa calcando i palchi in compagnia di OJM, Lords of Altamont, Vic du Monte e tanti altri. Gli otto pezzi che compongono “Loom” offrono il fianco alle influenze più disparate: si va dall’infatuazione per il deux-ex machina John Garcia in “Stream of Consciousness” dove il rifferama ci porta proprio a cavallo di Slo Burn e Unida, fino al crossover di matrice novanta di “Bonehead” e “Journey” che mischiano piacevolmente il sound di Seattle con i momenti più quieti di certo alternative rock in stile Jane’s Addiction.
Alcune volte il cantato sembra restare un po’ troppo fermo sullo stesso registro, ma è cosa da poco. Come il cantante dei Kyuss ha eletto a proprio modello Ian Astbury dei Cult, così il nostro Riccardo prosegue nella filiazione. Dalla sua parte c’è un substrato sonoro che vede due chitarre (Paride e Davide) e la sezione ritmica affidata a Nicolò alle pelli e Marco alle quattro corde. C’è anche una divertente sbandata redneck di “The Sniper” che se siete appassionati di Simpson non potete fare a meno di immaginare Cletus, l’allocco bifolco, battere il piede sul tavolato con in mano un boccione triple X. Così è il sound dei Leather Alive: ruvido, cafone, ma altamente genuino.

Eugenio Di Giacomantonio

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