LED ZEPPELIN – Led Zeppelin

ondra 1968. Jimmy Page, chitarrista proveniente dagli Yardbirds, decide di dar luogo ad una band fortemente ispirata dal blues, allora imperante in quel periodo. Basti pensare a gruppi del calibro di Beatles e Rolling Stones che stavano entrando nella piena maturità artistica mentre Cream e Pink Floyd si andavano facendo sempre più largo in mezzo alla massa.Page chiama allora alla sua corte Robert Plant, un giovanotto di Birmingham, John Paul Jones e John “Bonzo” Bonham. I quattro scelgono di chiamarsi Led Zeppelin rievocando il disastro avvenuto il 6 maggio 1937 e che diventerà la copertina dell’album. Il disco, registrato agli Olympic Studios di Londra nel 1968, uscirà però nel gennaio dell’anno seguente e sarà un vero e proprio fulmine a ciel sereno. L’inizio è un folgorante rock’n roll duro e puro, Good Times, Bad Times con la batteria di Bonham in prima linea. Segue la stupenda Babe i’m Gonna Leave You che si avvale della voce sensuale e penetrante di Plant ; si è detto che si tratta di un lavoro influenzato dal blues ed in effetti troviamo la presenza di due brani come You Shook Me e I Can’t Quit you Baby; il primo venne registrato da Muddy Waters nel 1962 e rivisitato magistralmente da Page, il secondo era un pezzo di Willie Dixon del 1956. Ma il capolavoro i nostri lo compiono con l’accoppiata Communication Breakdown (blues immerso nella psichedelia) e soprattutto con Dazed and Confused la canzone più importante dell’album (e non solo!). Quest’ultima diventerà un caposaldo per tutta la musica hard & heavy negli anni a seguire. How many more times, altro potente blues di oltre otto minuti, chiude un disco semplicemente straordinario, epocale, influente ed incredibilmente moderno. Da qui in avanti il Rock non sarà più lo stesso.

Cristiano “Stonerman 67”

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