LIP COLOUR REVOLUTION – Demo #01 – Demo #02 – Demo #03

Finalmente qualcosa sembra muoversi anche in Toscana, regione d’Italia prodiga di gruppi rock ma mai generosa in quanto a frange a noi gradite come lo stoner, il doom o la psichedelia. Ci pensano così i livornesi Lip Colour Revolution a mantenere alto il vessillo heavy psichedelico proponendoci una sana e rilassante mistura di stoner ed alternative rock.La band sembra essere in gran forma, tanto è vero che nel giro di un anno (tra la metà del 2004 e l’inizio del 2005) è riuscita a tirar fuori la bellezza di tre demo, roba non da poco insomma. Quantità e prolificità che non intaccano la qualità delle composizioni, in bilico tra acidità e armonia, rock dai tratti spigolosi e aperture ariose che donano gran respiro ai brani. Merito della duttilità vocale del singer Filippo, del lavoro “sporco” svolto alla chitarra da Alice e della possente base ritmica, composta da Gianni al basso e Dario alla batteria.
Il primo demo è composto da cinque pezzi e seppure acerbo rivela molti spunti interessanti. “Alone with the dwarf” e “Scirocco” ad esempio ci scuotono le budella con uno stoner robusto e corposo, di sicuro non molto originale ma ruspante e diretto, tra Dozer e Solarized, tanto per intenderci. “Gems” invece gioca più su iniezioni punk brusche e corrosive mentre “Zebra 3” e “She likes a groove” spingono sul tasto della melodia, accorpando elementi in stile Queens Of The Stone Age con altri che virano sull’alternative e l’indie rock. Un buon avvio insomma, giusto per far comprendere di che pasta sono fatti i quattro.
Il demo # 02 si presenta infatti più coeso e messo a fuoco. Registrazione migliorata (ma più per convinzione che per mezzi), brani tirati a lucido e un’esecuzione senza pecche. Resta una certa mancanza di personalità, tale da far risultare il sound già sentito. Ma poco male, siamo agli inizi ed è anche giusto che sia così, il tempo migliorerà le cose. Intanto noi godiamo di una song come “Mr. Deafman”, davvero un gran bel pezzo, stoner maestoso ed imponente, ricco di riff pastosi e dal tiro micidiale. Ovviamente senza disdegnare la successiva “Bling pig”, heavy psych di pregevole fattura, che oltre le esplosioni furiose privilegia le pause lisergiche e l’atmosfera pacata della psichedelica. Un punto in meno solo per la conclusiva “Gadara”: in questo caso viene privilagiato l’aspetto melodico e la potenza d’esecuzione passa in secondo piano. Si guadagna in appeal ma la carica perde irrimediabilmente.
Giungiamo così all’ultimo arrivato, il demo # 03. Lavoro che segna l’ingresso in line up di un altro chitarrista (Marco) ma sostanzialmente non muta le carte in tavola. “Smoking may reduce the blood flow and causes impotence” è infatti un missile stoner tirato e pastoso, nulla di realmente innovativo ma un sound ricco di spirito e sana passione, urgenza espressa da fuzz debordanti, ritmiche trita ossa e vocals al vetriolo ma sempre ben focalizzate sulla melodia. “Canadian girl” privilegia l’impatto punk (stile Mondo Generator) bilanciato dalla potenza del rock’n’roll; “The shape of silence” gioca sul piano della melodia languida senza però convincere pienamente: si tratta di un esperimento da riproporre in futuro ma in una chiave (di struttura e armonia) più delineata.
Dall’ascolto si ha dunque l’impressione che i Lip Colour Revolution si sentano a loro agio con la matassa stoner ribollente. Certe aperture indie alternative dovrebbero essere limitate o comunque inserite in un contesto meglio appropriato. Per ora le capacità ci sono, aspettiamo solo di vederle più mature in un nuovo dischetto.

Alessandro Zoppo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *