MARY’S JAIL – Mary’s Jail

La Load Up e gli studi Red House di David Lenci proseguono il proprio percorso di ricerca proponendo ancora una band italiana, i Mary’s Jail. I quattro (Christian – voce e chitarra -, Gigi – chitarra -, Andrea – basso -, Gianluca – batteria -) giungono al disco d’esordio con un lavoro ottimamente suonato e prodotto (e come potrebbe essere altrimenti…), incentrato su sonorità che ondeggiano tra l’indie rock dei primi anni ’90, venature psichedeliche e il sound creato e portato al successo dai maestri Motorpsycho.La miscela riesce bene perché gli 11 brani che compongono il dischetto sono suadenti e al tempo stesso frizzanti. Ciò che ancora manca a questi ragazzi è una personalità netta e definita che sappia affrancarli dalle pesanti ombre che li seguono. Soprattutto quella dei Motorpsycho, a volte davvero ingombrante (ascoltare “A perfect state of nervousness” e “Darkside” per rendersene conto). Per il resto tutto funziona alla perfezione: i suoni sono corposi e definiti (“Cold”), le sfumature sono diverse e numerose (hard quelle di “Mary’s jail”, bluesy quelle di “A new dawn”, ospite Lenci stesso alla slide guitar), i passaggi strumentali (“Psilocybe” e “Song eleven”) arricchiscono di spezie psichedeliche il piatto. Con un tasso di originalità in più questi ragazzi saranno in grado di ritagliarsi il giusto spazio nel panorama rock italiano. Mai come in questo caso osare è la parola d’ordine.

Alessandro Zoppo

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