MINDWARP – Mindwarp

Uno flusso candido di basso, batteria e leggeri accordi di chitarra introducono l’omonimo EP dei Mindwarp, band brindisina che colleziona un 4 pezzi straordinario in combutta con Acid Cosmonaut Records, vero faro dell’heavy psych nostrano. La band nasce con l’idea di lasciarsi andare al flusso sonoro del momento, nell’improvvisazione costante, ognuno concentrato sul proprio strumento e con le orecchie tese verso il mood dei compagni, facendo saltare il concetto di canzone a favore di una struttura allargata. L’estetica è quella dei viaggi cosmico-interstellari à la 35007, ma ciò sembra essere il punto di partenza e non quello d’arrivo. Si ha questa percezione verso la fine di “Haarko – Haari”, dove qualche reminiscenza Tool traghetta il brano verso un finale inaspettato funky smaccatamente Settanta. Come il riff di chitarra rubato a chissà chi (!) di “Adrenochrome” riporta a combinazioni saltate e a prevedibilità disattese, così il blues jammato del finale, con tanto di ficcanti guitar solos, risalta per curiosità e bellezza. Mentre la cosa prettamente anni Novanta risulta essere “Excuse Me, I Have to Go to Space Now”, pezzo faro dei Mindwarp, immagine statica e dinamica allo stesso tempo, che rimanda a certo crossover sapientemente miscelato con liquidità stoner. “Iramocram” è determinante nel citare il rifframa di Adam Jones senza appoggiarsi a questo status per mero plagio. Anzi. Nell’intero lavoro la citazione viene usata per identificare uno stato espressivo e farlo proprio con operazioni di contaminazione e arricchimento, anziché come pretesto per mascherare una mancanza di idee. E i nostri ne hanno tante da mettere in pentola. Tanto che alla fine di questa mezz’oretta strumentale si ha la sensazione di aver trovato un nuovo pianeta oltre la linea di confine del nostro orizzonte.

Eugenio Di Giacomantonio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *