MONSTERNAUT – Monsternaut

Il biker che scaracchia all’inizio di “Dog Town” prima di accendere la moto è eloquente su dove vogliano andare a parare i Monsternaut: musica sanguigna e incazzata nel migliore stile biker movie anni Settanta. La miscela che alimenta il motore è una buona mescola tra hardcore, Black Flag, Black Sabbath e spirito punk (chi ha detto Fu Manchu?), facendo risultare il viaggio dei nostri una parallela dei King of the Road più conosciuti.
Non si deve cadere mai nella puerile e facile polemica sull’originalità delle composizioni e se il gruppo finnico (di Kerava) sia più o meno ruffiano, dato che il divertimento e la voglia di suonare battono sempre questioni di questo tipo. Quindi lasciamoci andare ad una compatta “Mountain Doom”, riuscita ed eccitante come poche altre composizioni sul tema, a “Volcanos” fuzzosa e veloce con un bagno nel whisky motörheadiano e a “Mexico”, buona per farsi un joint e perdersi negli effetti space e rallentamenti da THC. I finlandesi hanno la strada spianata davanti a loro: speriamo che la carovana continui il giro attorno al deserto. Attraversando la California, lasciando perdere i Segni della Potenza Infinita che non solo altro che segni di infinito decadimento.

Eugenio Di Giacomantonio

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