MOTHER MISERY – Grandiosity

Che mazzata “Grandiosity”! E chi se lo sarebbe mai aspettato da un gruppo al primo passo sulla lunga distanza?! In verità i Mother Misery di esperienza già ne hanno poiché sono nati dalle ceneri dei Nosedive, altra eccellente band uscita fuori da quel calderone musicale ribollente che è la Svezia. Tuttavia un disco di questo calibro, così tosto e ben inquadrato, è veramente una piccola sorpresa.
Pestano duro i Mother Misery e lo fanno con una convinzione ed una forza comune a pochi. Il loro è un rock elettrizzante, tirato, esplosivo, melodico. Qualità che si riflettono in un songwriting lucido e sempre ispirato: nessun calo di tono o punto morto, i 50 e passa minuti del dischetto volano via che è un piacere e giunti alla fine dell’ascolto il dito torna immediatamente sul tasto play del lettore…

I quattro mettono insieme i cocci del rock più sporco attaccandoli con del collante catchy e dannatamente travolgente. Tanto per dare un’idea, immaginate una fusione tra l’hard rock ruffiano (nel senso buono…) degli ultimi Monster Magnet, l’irruenza rock ‘n’ roll di Turbonegro e Hellacopters, le derive “soft” dello stoner di Sea Of Green e El Caco, ampie spruzzate di Seattle sound ed otterrete le vibrazioni di “Grandiosity”. Il tutto tenuto insieme da una grinta incredibile e da una spiccata personalità. Vocals anthemiche (ottimo il lavoro di John), chitarre sparate a mille e un senso ritmico eccezionale sono gli elementi distintivi che fanno dei Mother Misery una realtà stupenda.

D’altronde basta ascoltare l’avvio di “My enemy” per rendersene conto: un potenziale hit che con la sua melodia avvincente si insinua sin dal primo ascolto nel cervello prima di uscirne con estrema difficoltà. Ma di tali gioielli ne è pieno l’album, come si può notare ascoltando la bellissima “Black holes”, la malinconica “It comes again” o la riflessiva “On the outside”. Un feeling notturno e vizioso in puro stile Turbonegro ammanta invece ” Get it right”, “Dead end” e “Be a god”, brani da cantare a squarciagola all’apice di una sbronza. Suggello di un disco con i fiocchi è però “1000 Suns”, smeraldo psichedelico che abbaglia con i suoi intarsi visionari.

Rock senza fronzoli, diretto e piacione, che puzza di alcol e di benzina. Questi sono i Mother Misery, cosa chiedere di più?

Alessandro Zoppo

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