MOUNT SALEM – Endless

Ci sono album che si potrebbero analizzare in poche righe: è il caso eclatante dei Mount Salem. Premettendo che oggi risultare originali e addirittura innovativi è arduo, non si capisce perché alcune band si ostinino a reinterpretare – poiché è questo ciò che fanno – una formula con annessi suoni, tematiche ed iconografia già e più volte riproposti. In alcuni casi può essere semplice passione, in altri caratteristiche tecniche che inducono a seguire determinati sentieri, talvolta è mera moda. I Mount Salem sono l’ennesima formazione occult female fronted, dunque piuttosto affine a Blood Ceremony, Jex Thoth, Devil’s Blood, Witch Mountain e Hands of Horlac.Il gruppo di Chicago brilla sul piano tecnico; non altrettanto si può dire dell’aspetto stilistico. In diversi frangenti di “Endless”, l’accostamento ai Blood Ceremony appare persino imbarazzante, seppure la band provi a staccarsi dal ruolo di replicanti. Non riuscendoci sempre. I quattro inglobano elementi sabbathiani e reminescenze di Black Widow e High Tide, risultando qualitativamente di buon livello. Ad emergere è soprattutto l’approccio horror romantico, unito ad un gusto psych che in qualche maniera salva l’album da un giudizio ben più severo.
Se amate il genere e non vi attendete grosse novità e troppe pretese, “Endless” vi piacerà. Come detto la qualità ai Mount Salem non manca. Per la serie piccole Grace Slick e Sonja Kristina crescono e si moltiplicano…

Antonio Fazio