NACHTMYSTIUMN – Assassins

Ultimamente negli States abbiamo assistito ad un’ondata di gruppi che si sono cimentati in una forma di black metal di chiara matrice nordica. Penso a Xasthur o ai Wolves in the Throne Room senza dimenticare la lezione dei SunnO))).In questa schiera possiamo senz’altro inserire a pieno titolo i Nachtmystium di Chicago anche se la loro proposta va decisamente oltre. Ma andiamo con ordine. Dopo due lavori chiaramente improntati con il black più puro come “Reign of the Malicius” e “Demise”, i nostri iniziano a cambiare lentamente rotta con l’album “Instinct: Decay” di due anni fa in cui le sonorità “nere” assumevano una forma più ampia. Il recente Ep “Worldfall” segna il passo; addirittura compaiono alcuni punti di contatto con lo stonerdoom seppure accompagnato ancora da una voce cupa e maligna. Il leader fondatore Blake Judd (tra l’altro membro anche dei Twilight) ha dichiarato come il termine “black” stia piuttosto stretto al gruppo. E direi a ragione.
Addentriamoci allora in Assassins: Black Meddle part I e vediamo che fin dal titolo l’omaggio è rivolto ai…Pink Floyd! Ebbene si, proprio a loro. Ma cosa c’entra la band inglese con i Nachtmystium? Quali sono i punti di contatto? Innanzitutto i quattro si sono sempre dichiarati ammiratori di Waters e soci; l’intro iniziale “One of these Nights” e la chitarra di “Code Negative” lo stanno a dimostrare ampiamente.
Ma un po’ tutto l’album è circondato da una decisa influenza pinkfloydiana. Basti pensare a Seasick (divisa in tre parti) in cui il clima si fa perfino riflessivo, pacato, piacevolmente ipnotico e dove a sorpresa spunta anche un sax (quello di Bruce Lamont dei Yakuza) ad allietare l’atmosfera. Da brivido! Non mancano però riferimenti con il passato più recente come ad esempio la titletrack, in cui fanno la comparsa alcuni elementi di elettronica, la micidiale “Your True Enemy” e l’ossessiva “Omnivore”.
Ottima la produzione di Sanford Parker (Minsk) per un disco che può interessare senza dubbio anche chi non è amante di sonorità tipicamente “scure”.
A questo punto in futuro siamo portati a pensare in grande.

Cristiano “Stonerman 67”