NAVAJO CODE TALKERS – Heavy dirty sounds

Gradita sorpresa questo “Heavy dirty sounds”, disco di debutto del canadesi Navajo Code Talkers. In ambito stoner il paese nord americano è noto soprattutto per l’operato “sabbathiano” degli sHEAVY, in questo caso notiamo con molta gioia quanto sia florido anche un retroterra smaccatamente rock’n’roll.I Navajo Code Talkers infatti ci propongono uno scatenato garage rock infarcito di punk e blues, notevolmente arricchito da una spruzzata di stoner (che non fa mai male…) e da una simpatica innovazione, la presenza di un sax baritono suonato dalla bella Izabelle. A completare la formazione troviamo l’altra “garage queen” Cynthia (basso e voce), Guillaure alla chitarra e Mucky alla batteria. Un quartetto che sprigiona una notevole quantità di energia per una mezz’ora di totale disimpegno garantito a colpi di focoso rawk’n’roll.
Pezzi come “On and off”, “Redrhum” e “L’estie de tourne” sono sporchi e veloci, sfrontati e travolgenti, capaci di far muovere il culo anche al più pigro degli ascoltatori. Dove la rapidità viene meno ci pensano gli inserti di sax (“Ochlophone”, “En construction”, “Opération fibre optique”), la passionalità del blues (“Bell bottom blues”) e l’assalto lisergico della psichedelia (“Electric cool and acid test”) a riequilibrare le parti in campo.
C’è poco da fare, “Heavy dirty sounds” è un lavoro simpatico e diretto, ben composto, suonato e prodotto. Non cambierà la vostra esistenza ma una chance ai Navajo Code Talkers va data. Quanto meno perché sanno osare e questo al giorno d’oggi è un particolare non da poco.

Alessandro Zoppo

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