NERONOIA – Il Rumore Delle Cose

“Provo a dare un sostegno a questo mio mondo che perso nel nulla in piedi da solo più stare non sa”. Il refrain della bellissima “XIII” è capace in poche parole di descrivere perfettamente il mondo dei NeroNoia. Un mondo dove l’apatia incontra la rassegnazione, dove la voglia di vivere è ridotta al minimo e quindi si cerca di condurre una vita ai margini dell’esistenza, un mondo dove anche il minimo tentativo di risollevarsi viene visto come uno sforzo enorme, se non inutile.”Un mondo in me” è il nuovo lavoro dei NeroNoia e segue il “successo” dell’acclamato debutto “Un mondo in me” pubblicato un anno e mezzo fa sempre dall’egregia etichetta milanese Eibon Records. Laddove il primo disco cementava una miscela di dark/doom immersa in scenari industriali, questo nuovo album poggia invece su ritmi ipnotici e nere atmosfere ovattate, apparendo come un abissale post rock dai toni drammatici e, talvolta, psichedelici, soprattutto in certi suoni e soluzioni chitarristiche.
La citata “XIII” e le seguenti “XIV”, “XV” e “XVI” (le canzoni, come per il debutto, non hanno titoli ma semplici numeri romani a rappresentarle) sono il cuore dell’album, un cuore che batte a rilento e che sembra quasi fermarsi ed emanare l’ultimo sofferto battito, prima di riprendere, stancamente, il suo incidere pacato e raggiungere una flebile luce/speranza nella meravigliosa “XIX”. Un album che ad ogni nuovo ascolto regala nuove sfumature tendenti a portare l’ascoltatore in un mondo dove la solitudine e la nostalgia diventano necessità e non desiderio.
Un disco dedicato a chiunque creda e voglia che possa anche piovere per sempre.

Marco Cavallini

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