NEUROSIS – Given To The Rising

Notte, mare aperto, tempesta. Siete su una barca in balia di enormi onde schiumose, come un cane idrofobo. Remate con tutta la vostra forza verso la riva, ma la fatica vi piega la schiena. Il cielo rovescia tonnellate di acqua, il mare sembra si voglia congiungere con esso. Il dolore che provate nelle viscere vi acceca, impedendovi di far fronte alla corrente marina.Vi svegliate sul bagnasciuga, il mare vi ha rifiutato e gettato sulla terra ferma, bagnata e fangosa a causa della pioggia torrenziale. Cadaveri di animali, relitti di barche e piante vi circondano. La testa vi pulsa sempre più forte, la disperazione ormai è padrona del vostro corpo, siete terrorizzati e deboli. Vi alzate cercando con lo sguardo un riparo dal temporale. Vi dirigete verso un promontorio roccioso a picco sul mare. Trovate un antro buio da dove arriva un vento gelido, come un ululato concavo: entrate, ma il freddo vi fa cambiare idea. Dalle profondità della terra sale un puzzo di morte e malattia. Cercate quindi di uscire, ma il buio e le ombre vi afferrano per le caviglie e vi tirano verso l’abisso. La terra vi inghiotte, e voi perdete i sensi, ma non ne siete convinti: la realtà e gli incubi si mescolano fino a fondersi in una visione di dolore e vacuità senza fine. La vostra coscienza vacilla, ma capite quanto sia necessario arrivare all’origine di tutto questo, all’origine del dolore umano. In ginocchio procedete sempre più in basso, verso l’abisso, e ogni passo è una coltellata al petto, tanto che la sofferenza fisica tende a svanire, lasciando spazio a quella psichica. Sempre più in basso, verso l’origine di tutto, per capire, per purificarsi da tutto. Eccola, in fondo, una piccola luce nera, un sole eclissato da se stesso.

Matteo Castellini

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