NONE DARE CALL IT TREASON – Preparing for the quiet wars

Solitamente quando si pensa alla Florida il nostro immaginario si indirizza verso belle ragazze in bikini e spiagge assolate… mai come in questa occasione tale preconcetto può risultare sbagliato! I None Dare Call It Treason giungono infatti da Miami e dopo una lunga militanza in acts storici della scena hardcore (il singer Adel Souto nei Timescape Zero e il chitarrista Bryan Elliott nei First City Militia) hanno dato vita a questo progetto che esprime in musica un concentrato di rabbia, violenza e frustrazione.
Il substrato hardcore è ben evidente nelle 5 tracce che compongono questo dischetto, a partire soprattutto dall’iniziale “Plague”, veloce proiettile punk che ci centra in pieno volto. Tuttavia la vena oscura e distruttiva dei quattro si espande oltre comprendendo nel proprio stile un amalgama di generi e forme che vanno dal doom cinereo allo sludge più marcio, passando per inserti heavy psych e bordate in pieno thrash style.

Sono soprattutto le chitarre ruggenti di Elliott e le vocals divise tra growls e urli hardcore di Souto (unite a lyrics che spaziano dal visionario al crudo e realistico, basta leggere il testo di “A poem of love and death for someone whom i love, but must die”…) a dare una marcia in più a questo lavoro, compendio necessario per capire come debba evolversi la concezione estrema della musica oggi. Pezzi come “Senor Bueno vs. Mr. Fistface” e “All I have is my shadow” mostrano come possano convivere doti compositive eccellenti, capacità tecniche elevate (la sezione ritmica, Alex Fuste alla batteria e Randall McMillan al basso, fa faville) e la creazione di un wall of sound che definire compatto è poco.

Se amate tutto ciò che è estremo e multiforme, fare vostro questo dischetto: i None Dare Call It Treason potranno soddisfare benissimo i vostri istinti di sovversione sociale…

Alessandro Zoppo