NOT BLIND – EaRthiCidE

Dopo l’esordio nel 2010 con un demo, arriva il primo full-lenght per il quintetto lodigiano nOt bLiNd. Intitolato “EaRthiCidE”, autoprodotto con l’aiuto e il supporto di Valter Marchesoni, è il mezzo attraverso il quale il gruppo decide di esprimere tutto il proprio disagio verso un’umanità responsabile del degrado morale e sociale che impera nella civiltà moderna. Le coordinate musicali e l’ispirazione che hanno portato alla realizzazione di questo lavoro sono subito chiare. Ci troviamo di fronte ad un alternative metal a tinte groovy, debitore di gruppi come Godsmack, Disturbed, Soulfly e Korn. Basti pensare all’incedere ritmato e ai break del pezzo di apertura, alla compattezza di “dEad mAn WorKinG” o all’esotismo di “tAXi”.Le sfuriate più propriamente thrash di “n.E.J.u.L., la nevrosi a tinte southern di “InFaNNo MeDiAtiCo” e il tribalismo urbano di “stAy HUmAn” rappresentano forse i migliori momenti di “EaRthiCidE”. Che troppo spesso tende a perdere spinta (“mY bRo”, “RuStEd fAith”, “gLobaL SwArMinG”) e a rimanere nell’anonimato di un genere che probabilmente ha dato il meglio di sé nei primi anni del nuovo millennio. Degna di nota risulta essere la cura con cui è realizzato il booklet dell’album. Tirando le somme di può dire che la proposta dei nOt bLiNd anche se a tratti risulta granitica, soffre di mancanza di originalità e personalità per proporre un discorso più elaborato che si distacchi dai modelli di riferimento. Sembra quasi che il tentativo di rivitalizzare un genere che ultimamente ha poco da dire sia da rimandare a data da destinarsi.

Giuseppe Aversano