OGRE – Seven Hells

Quando la storia di una band ha inizio dall’ascolto comune ed esaltato da parte dei suoi componenti di un disco dei Sir Lord Baltimore, nella promessa di mettere in piedi qualcosa in grado di riprendere la lezione impartita dai grandi maestri, è chiaro che si parte già col piede giusto e il futuro non può che riservare piacevoli sorprese. Certo non bastano aneddoti simili e sole buone intenzioni per dare vita ad una band valida, ma gli Ogre ci mostrano come, con tanta passione, idee chiare e una buona ispirazione, si possano creare grandi dischi come questo”Seven Hells”, secondo capitolo per la formazione americana. Fiutati abilmente dalla mirabile e sempre attiva Leaf Hound Records, i tre musicisti ricambiano le attenzioni dell’etichetta nipponica sfornando un disco di retro rock di tutto rispetto. Catapultati a metà degli anni Settanta ci si trova ad ascoltare un insieme di hard rock, proto metal e blues rock, a tratti dalle tinte oscure, a tratti violento e impulsivo, a tratti riflessivo e pacato, ma sempre caricato da una passione davvero genuina e da un gusto musicale impeccabile. Trascinati dalla voce dannatamente retrò di Ed Cunningham, impegnato anche al basso, e dal riffing divertente di Ross Markonish, gli Ogre si muovono agevolmente su linee che non possono non fare la gioia di tutti gli amanti delle sonorità del passato più puro e incontaminato del rock. Black Sabbath (non c’è manco da dirlo), Deep Purple, Pentagram, Buffalo, Bugie e Dust sono tra le principali band che gli Ogre riescono a riportare alla mente durante l’ascolto di questo “Seven Hells”, una vera chicca per gli amanti del sound incontaminato e senza tempo dei grandi nomi di cui sopra: kick out the jams, motherfucker!
Marco Negonda