OUTOPSYA – Sum

“Sum” non è un disco semplice, bisogna metterlo in chiaro sin da subito. Allo stesso modo non è uno di quei dischi che solitamente trovate recensiti su Perkele.it, e capirete presto il motivo. Il progetto Outopsya (Out of Psychical Activity) è senza dubbio qualcosa di coraggioso e peculiare, vuoi per la complessità della proposta, vuoi per la formazione alla base: un trio di cui solo due componenti sono umani, mentre il terzo è un ammasso di componenti logiche e meccaniche, un vero e proprio musicista cibernetico noto come Mr Pc. La mente creativa dietro tutto ciò è Luca Vanini, chitarrista dotato di ottima tecnica e validissimo polistrumentista, che si avvale della collaborazione di Evan Mazzucchi, bassista di ottimo livello con un’impostazione a tratti crossover e funk.Iniziare ad elencare le influenze e le coordinate musicali potrebbe apparire pedante e superfluo, visto che le canzoni sono davvero eterogenee e spaziano tra i generi più disparati. Forse l’etichetta migliore è quella di progressive sperimentale con elementi elettronici e metal, anche se spesso l’accostamento progressive e metal fa storcere il naso e correre la mente alla tecnica, agli assoli da un quarto d’ora ed alle pere che uno si fa chiedendosi perché sia necessario suonare in 16esimi quando il 4/4 sia più che sufficiente per spaccare tutto. Pregiudizi sbagliati, perché il lavoro degli Outopsya va ben oltre la mera manifestazione di una grande capacità tecnica, che comunque sia è alla base di tutto.
Quasi un’ora di musica, divisa in otto tracce dove, tra voci effettate e l’apporto di collaborazioni femminili (la voce dell’eterea Ylenia Zeniatti nei brani “Mothal” e “Don’t Mind”) si cerca di descrivere galassie e universi sfaccettati. I brani, dalla lunghezza corposa, alternano momenti vibranti ed energici, ricordando ora Devin Townsend, Steve Vai, Dream Theater (ma non c’è nulla di eccessivamente prolisso e barocco), ora i Cynic ed i Tool (questi ultimi per alcuni riff, come nella seconda traccia). Un interessante e intrigante viaggio tra miliardi di sfumature e suoni, che potrà sicuramente piacere a chi apprezza le composizioni sperimentali e dal piglio quasi avanguardistico, arricchite da atmosfere elettroniche e spaziali (“Mechanical 7”), tra i King Crimson della fine dei 70 e i deliri del kraut rock. “Sum” è un’opera che mette in luce le grandi capacità compositive e musicali del trentino Luca Vianini, ma non è un disco accessibile a tutti. Anche se “Mus” e “Tarred Life” non sfigurerebbero in qualche djset pre e post-concerto.

Gabriele “Sgabrioz” Mureddu