PATER NEMBROT – Mandria

Arriva finalmente il full-lenght d’esordio dei Pater Nembrot, preceduto dall’omonimo EP e partecipazioni a diverse compilation (tra cui il nostro volume 2 delle Desert Sound), undici tracce di infuocato stoner-psych cantato in italiano che non disdegna incursioni nel suono seattleiano e nel prog (di matrice hard rock). Diciamo subito che la Go Down ha indovinato per l’ennesima volta, dato che il combo di Cesena realizza un album decisamente valido, che contiene brani espolsivi di marca Fu Manchu/Blue Cheer ai quali vanno aggiunte influenze dei Monster Magnet dei tardi anni 90, Thin Lizzy, Hendrix e primissimi Smashing Pumpkins, riletti con la dovuta personalità. Ne emerge una precisa messa a fuoco, che tra taglienti riff ultra fuzz, chitarrismi psych e parti vocali ben calibrate, può tranquillamente far annoverare i Pater Nembrot come un convincente gruppo stoner della sempre più densa schiera italiana. L’ombra di Leigh Stephens – e in parte del rock alternativo – aleggia subito nell’incalzante “Collirio d’Oltremare”, ideale incipit live, e lo stesso dicasi per l’ottima “E’ Permesso”, song dinamica basata su solidi riff hard 70 e solista psichedelica (non a caso inclusa nella zine Generated-X.de nella propria raccolta Electric-Magic). La terza traccia è la rabbiosa “Povero Diavolo” puro panzer stoner/hard dal refrain irresistibile, con tanto di accelerazione lisergica nelle ultime battute. Gli oltre dieci minuti di “Mandria” mostranono il lato più ossessivo dei Pater Nembrot, persi nell’incubo psichedelico di riff giganteschi e fasi sospese acide, progressive e bluesy, un bel viaggione senza ritorno come esplicitato dal cantato iterato di Filippo Leonardi. “Il Canto dei Frati” sembra in effetti un pezzo dei Biglietto per L’Inferno in mano agli strumenti rotolanti di Scott Hill e Brad Davis, così come la pazzesca “Due Punti Per Una Linea”, che fa crescere a mille la tensione hard con affilate parti di loudness guitar. “Infrarosse Pt. 1: Eterna” è un blues-prog acustico effettato, “Infrarosse Pt. II: Ghirlande” è l’ennesimo assalto di rock duro saturo di groove e “Infrarosse Pt. III: Brillanda” l’ultimo bellissimo trip acid rock con tanto di cori west coast in lontananza.Regalo finale con la cover di “Reverberation”, altro pezzo forte dei romagnoli, che con “Mandria” mantengono tutte le aspettative, e pure oltre!

Roberto Mattei

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