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Skunk Records
2001 (ITA)
Official site: http://utenti.lycos.it/perizona/

Voto:
     
1. Full moon vibe
2. La Mafia della Sanità
3. A' sbillo
4. 15 Grammi
5. Orpheus
6. Hunab Ku

Voto:
     
1. Medical marijuana
2. Symphony of dolphins
3. La pace sia con te
4. Orgon blunt
5. Kuxan suum

Voto:
     
1. The eletic luthor orchestra
2. Aim for pis end love
3. La dama del lago
4. Jam 'til freedom
5. E' nu manicomie
6. Angels have come
7. Ncisipocrede (eppure cisa da crede)
8. Love is such a rush

Voto:
      
1. In due
2. La marina di Pescara: terra di guerrieri, cavalieri, apostoli…
3. Introne
4. Jam for life
5. Who am I? I'm not. Chi sono? Non sono.
6. Ora è sempre
7. Redentro
8. Solo on Mars
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PERIZONA EXPERIMENT Hunab Ku Kuxan Suum JammiAMO vol.1 JammiAMO vol.2
Osho, la cultura degli indiani d'America, Josè Argelles, ma soprattutto la sorella marijuana...è questo il mix dal quale traggono ispirazione i Perizona Experiment, progetto nato nel 1997 e giunto ora a definitiva maturazione. I quattro dischetti (con tanto di foglie di maria all'interno...) sono un fulgido esempio di come produrre musica per la mente: partendo da una base di rock acido e psichedelico (vicina per certi versi anche allo stoner) la band pescarese ibrida e contamina il genere con incursioni nell'elettronica e nello sperimentalismo più open-mind.
"Hunab Ku", "datore unico di movimento e misura", si apre con "Full moon vibe", 15 minuti di pura psichedelia spaziale, dove le chitarre e le tastiere di Lex Luthor e Mughen fanno a gara tra effetti e distorsioni varie, creando un tappeto ipnotico supportato ottimamente dal basso di Gabe-e e dalla batteria di Herb.ert. Un consiglio: prima di ascoltare musica del genere predisponetevi nella giusta condizione mentale, ne vale davvero la pena...è la percezione che si altera, si dilata, si apre a nuove frontiere, un po' come quando guardi un film di Michael Snow, tanto per intenderci. "La mafia della Sanità" è ancora più chiara nei suoi intenti: immaginate un vortice materializzato in musica (reso ancora più inquietante dal didjeridoo e dai samples di Globster) che trova perfetto compimento in visionarie atmosfere pinkfloydiane.
Il trip prosegue con "A' sbillo", pezzo (caratterizzato dalle vocals a dir poco terrorifiche di Pino Silveri) che esplode in un intelligente connubio di psichedelia espansa e heavy-rock acido (ascoltate la parte centrale, kyussiana a manetta!), e vara poi verso lidi psycho-hiphop in "15 grammi" grazie alla collaborazione di C.U.B.A.Cabal... esperimento riuscito! "Orpheus" è la cronaca di un sonno disturbato, quasi da cartoon disneyano ma ammantato da un velluto oscuro e musicato ad hoc dai quattro stoned guys. L'album termina con la title track, esempio di "ecologia psichedelica", vero e proprio elogio alla madre terra accompagnato da una ritmica tribale che chiude in modo ancora più lisergico il lavoro.
La seconda parte del monolito è "Kuxan Suum": "la via del cielo che porta al cordone ombelicale dell'universo"...apre le danze "Medical marijuana" (titolo programmatico...), inno pellerossa fuso al reggae e a chitarre assassine che trasportano subito in una cavalcata in pieno stile Hawkwind! La produzione di Molecola (come per "Hunab Ku") esalta il suono del quartetto, che in "Symphony of dolphins" ci conduce in pieno oceano, prima soavemente, poi attraverso chitarre flippate di rara intensità.
Il rintocco delle campane introduce "La pace sia con te", brano dall'incedere spaziale che si concede anche ad aperture chitarristiche post-rock, mentre "Orgon blunt" ci seduce con le sue partiture liquide, da viaggio nelle galassie, ed è caratterizzata dalle vocals strazianti di Pino Silveri, molto vicine alla new wave e davvero particolari. Posta in chiusura c'è la title track, altro pezzo dall'aura sacrale simile a "Hunab ku".
Ma il progetto Perizona non si ferma qui: tra giugno e luglio del 2001 il gruppo realizza i due volumi "JammiAMO", registrazioni lo-fi frutto di jams e nuovi pezzi registrati su mini disc. Il Volume 1 parte alla grande con "The eletic luthor orchestra", brano ambient che crea soavi atmosfere tanto care a Brian Eno; "Aim for pis end love", partendo da allarmistici samples, incute terrore attraverso un'aria oscura, acida, al limite tra l'etereo e il morboso, soprattutto nelle parti di chitarra. Gli 11 minuti di "La dama del lago" ci conducono alla ricerca di excalibur mediante tappeti tastieristici e fughe oniriche, mentre un basso mastodontico introduce "Jam 'til freedom" che poi evolve verso trame che mi hanno riportato alla mente i miei amati Ozric Tentacles.
Con "E' nu manicomie" (brano registrato dal vivo) si varcano territori puramente heavypsych: ritmiche serrate, feed back adrenalinici e scariche di energia pura la fanno da padroni! Se la redenzione che passa attraverso il santo graal è il leit-motiv di "Angels have come", esempio di lugubre psichedelia, "Ncisipocrede (eppure cisa da crede)" e "Love is such a rush" (entrambi registrazioni live) chiudono la prima parte di questa enorme jam, il primo improvvisando all'infinito gli afflati mesmerici della band, il secondo usando vocals devote al Paul Chain più spaziale.
"JammiAMO vol.2" ha inizio con "In due", lungo prologo d'effetto che fa da trampolino di lancio per "La marina di Pescara: terra di guerrieri, cavalieri, apostoli...", apologo sperimentale, contorto, labirintico nella follia che lo contraddistingue. Con "Introne" si ha altro cibo per il cervello, una sorta di pappa cosmica servita in salsa d'erbe... "Jam for life" ci trascina lentamente nel delirio, lungo le vie sconosciute della mente umana, aprendo i sensi e ponendoli di fronte all'alterazione più cupa.
Ma è "Who am I? I'm not. Chi sono? Non sono." la vetta, il capolavoro assoluto della produzione targata Perizona: una lunga jam di stoner meccanico dove le vocals sono sostituite da samples tratti da Pulp Fiction (ricordate Samuel Jackson che recita Ezechiele 25,17?), davvero fantastico! L'unica track registrata dal vivo è "Ora è sempre", brano molto orecchiabile, post-rock psichedelico di pregevole fattura, che si fa ammirare per l'ottimo cantato di Giulio Corda e il violino di Gianni Rosini. "Redento" è una dolce nenia sognante, scandita dal cinguettio di uno stormo di uccellini, mentre chiude questo secondo capitolo "Solo on mars", 15 minuti di psichedelia satellitare, una temporalità inacidita che solo i Perizona sanno creare.
Questo è stoner rock, ma nel vero senso del termine...
Alessandro Zoppo
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