PSYCONAUTS – Planet X

Gli Psyconauts sono un quartetto nato nel 2009 in provincia di Alessandria. Desertici tra le risaie? Col nome Enima Ellush, tra cambi di line up e vicissitudini varie, trovano una definitiva stabilità nel 2011, diventando Psyconauts. Nel 2012 licenziano l’album “Planet X”, ispirati da Niribu, presunto pianeta che verosimilmente entrerà in collisione con la Terra in data 21/12/12. Almeno stando a ciò che riporta la Nasa… La band non lascia dubbi su quali territori indirizzare il proprio sound: space rock. Teoria parzialmente confermata dai brani che compongono il disco. In realtà il gruppo piemontese muove le proprie inquietudini sonore tra stoner rock di matrice desertica e certo heavy psych di scuola Hawkwind, con qualche spruzzata di alternative e grunge, specie nell’uso delle vocals da parte di Paolo.Apre il viaggio “Road to Nibiru”: dopo una intro da impatto imminente, ecco il cataclisma materializzarsi a suon di fuzz e riff. Canzone grandiosa, dove l’ombra degli Hawkwind aleggia insieme ad echi di Monster Magnet ed Acrimony. Con “Be Yourself” gli Psyconauts spostano il tiro verso lidi più alternative, creando una song in odore di psycho grunge’n’roll, che ricorda i Soundgarden e certi Hellacopters. “Great Stunbeam” conferma la precedente tesi, mentre “Just a Lover” mostra quanto il desert rock abbia avuto un ruolo importante nell’evoluzione sonora della band, tesi ribadita dalla successiva “MMC”. In questo caso affiora l’influenza Kyuss più che in altri brani. Chiude “Planet X” l’ottima “One Bad Star”, riuscitissimo omaggio ai colossi di “Welcome to Sky Valley”. Nessuna emulazione, siamo dinanzi alla pura ammirazione per una band fondamentale per le sorti di questo sound. Fate vostro questo lavoro, prima che la presunta collisione spazzi via tutto…

Antonio Fazio