RAMESSES – We will lead you to glorious times

Avevamo avuto modo di testare la qualità dei Ramesses già in occasione dello split con i Negative Reaction uscito qualche tempo su PsycheDOOMelic Records. Ora a prendere in custodia il trio ci pensa la sempre attenta This Dark Reign, etichetta californiana che dà alle stampe “We will lead you to glorious times”, ep di quattro pezzi arricchito da due videoclip (ottima le realizzazione di Marcelo Garcia e Marek Steven).Per chi non lo sapesse, i Ramesses sono la nuova creatura partorita da Mark Greening e Tim Bagshaw dopo la loro fuoriuscita dagli Electric Wizard. Assoldato Adam Richardson al basso e alla voce, i tre hanno iniziato le jam nelle foreste del Dorset un paio d’anni or sono. I due brani presenti nello split con i Negative Reaction avevano però fallito il bersaglio: troppo spompati, poco messi a fuoco, rovinati oltre misura da una registrazione a dir poco orrenda.
Con l’occasione della prima release ufficiale le cose iniziano già a migliorare: i suoni sono all’altezza della situazione e qualche bagliore inizia a comparire. Innanzitutto sembra essere più netta la voglia di osare, di sperimentare oltre i classici canoni doom. In questo senso il vocione gutturale di Richardson e certe sfuriate ultra aggressive ampliano il terreno con incursioni in ambiti death e crust. Le perplessità rimangono sui pezzi già editi in precedenza: “Master (Your demons)” è un buon episodio sludge doom condito da melodie perverse e accelerazioni furibonde, ma che non fa certo gridare al miracolo; “Ramesses II” ha parti di chitarra assassine e vocalizzi allucinati, mostrando punti d’evoluzione sviluppati meglio nei restanti brani.
“Witchampton” infatti esprime al massimo la cattiveria mal espressa in precedenza. Inizio lento e sinistro, ruvide esplosioni ritmiche, chitarre e vocals totalmente fuori di senno. E’ su questa strada che i Ramesses esprimono al meglio se stessi. Un mantra psych doom che si ripete in “Black domina”, già apprezzata sulla compilation “Dreams of what life could have been”. In questo caso le due anime della band, quella lisergica e quella mefistofelica, collimano alla perfezione regalandoci 11 minuti di finissimo doom psichedelico, un viaggio all’interno di un vuoto cosmico oscuro e avvolgente che ci auguriamo possa ripetersi in occasione del full lenght…

Full of downers and quickening horizons some of us are more doomed than others…

Alessandro Zoppo

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