RED SCALP – Ep No. 1

Continua il viaggio di Perkele alla scoperta dell’underground stoner polacco, e questa volta tocca ai Red Scalp, giovanissima band di recente formazione la cui provenienza è divisa tra le città di Pleszew e Poznan. Siamo di fronte ad un EP di stoner metal piuttosto tradizionale dall’attitudine e dal groove decisamente southern rock, che trae la sua forza dalle sue lunghe cavalcate strumentali. Sulla rete vengono descritti come “un mammut siberiano che è appena stato scongelato dopo 15.000 anni”, dunque proprio per questo motivo ha le corde vocali un po’ intorpidite. La voce difatti, così come molte delle linee vocali qui presenti, non convince mai appieno, troppo prevedibile e priva di melodie in grado di rimanere davvero in testa. Un peccato, perché di spunti interessanti ce ne sono diversi.
L’impronta dello stoner degli anni d’oro è fortemente presente – Kyuss, Acid King, Acrimony, per citare alcuni nomi. “Tatanka” incorpora cadenze tipiche dei canti dei nativi americani, con un risultato forse troppo accademico, che con qualche chilo in più di delay sulla voce avrebbe funzionato sicuramente meglio; buono comunque il riff portante che ricorda molto gli ultimi Electric Wizard. Le strofe di “Jackie Boy” suonano un po’ troppo come quelle di “Scorpionica” degli Orange Goblin, sebbene il brano si muova sulle sonorità paludose della Lousiana, che funzionano piuttosto bene. La conclusiva “Sin City” convince forse più delle altre, lineare ed efficace scorre fluida nonostante le evidenti pecche di produzione, che col tempo sono certo verranno sicuramente colmate.

Davide Straccione

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