REVELATION – Inner Harbor

C’era una volta il Maryland doom… Tra la fine degli 80 e i primi 90 un pugno di band diede il via ad una importantissima scena underground che seppe far risorgere la musica del destino. Nomi quali The Obsessed, Iron Man, Internal Void, Unorthodox e Revelation diedero vitale importanza ad un intero movimento, tanto che ancora oggi molte doom band (ed in alcuni casi anche stoner rock band) guardano alla scuola del Maryland e alla grande lezione impartita. Attivi dal 1986 i Revelation dopo alcune demo giungono all’esordio nel 1991 con “Salvation’s Answer”, uno dei primi lavori licenziati dall’allora neonata Rise Above Records. Album bissato nel 1992 con “Never Comes Silence” per la leggendaria e sfortunata Hellound Records di Berlino, autentica doom label che mise sotto contratto tutte le principali formazioni del Maryland oltre che Saint Vitus, gli svedesi Count Raven ed altre realtà doom dell’epoca, prima di chiudere i battenti per crack economico. Nonostante la fine dell’etichetta tedesca, le latenti difficoltà economiche per un genere che non saprà e non vorrà mai emergere dall’underground e la conseguente crisi, il trio pubblica nel 1995 il terzo full-length “…Yet So Far” e riesce comunque a proseguire il proprio cammino pur tra alti e bassi.Dopo una demo, uno split, un paio di compilation ed un lungo periodo di silenzio e grazie all’interesse della Leaf Hound Records, i Revelation realizzano tre album in un anno e mezzo tra il 2008 e il 2009. La label ristampa anche i primi due lavori della band; inoltre dal 2004 i tre membri attuali ed originali del gruppo danno vita al progetto parallelo Against Nature, act dedito a forme incrociate di progressive, metal, doom, hard e blues rock. Una ramificazione fertilissima, che tra il 2005 e il 2012 porta alla realizzazione di ben 17 album! “Inner Harbor” segna il ritorno dei Revelation classici tre anni dopo “For the Sake of No One” ed è il sesto album ufficiale per il trio. Musicalmente il sound proposto appare essere più vario rispetto al recente passato: nel precedente lavoro la band aveva confermato l’attitudine old school e traditional, ora affronta sfumature diverse come il progressive rock, grazie anche all’uso delle tastiere. Chiaro che il gruppo statunitense porta in dote il retaggio degli Against Nature, senza tuttavia perdere i forti connotati doom.
I tempi restano cadenzati con una maggiore apertura melodica ed un suono dunque più complesso ed articolato. Va detto, a onor del vero, che i tre si sono sempre distinti per qualità tecniche di assoluto valore. Insomma, i Revelation del 2013 ci consegnano un altro grande tassello di progressive doom che non deluderà sia nuovi che vecchi fan. Da segnalare che “Inner Harbor” è scaricabile dal sito della Bland Hand Records, è disponibile il CD via Shadow Kingdom ed in edizione limitata in vinile via Pariah Child.

Antonio Fazio

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