SETTING SON, THE – The Setting Son

La Bad Afro qualche tempo fa aveva anticipato l’uscita del debutto omonimo dei The Setting Son con il minicd “In a certain way”. Un paio di canzoni che ci avevano fatto pregustare ciò che assaporiamo ora con questo full lenght: 14 brani per poco più di mezz’ora di frizzante e colorato garage rock’n’roll. Quello perso e poi ritrovato nelle pepite celate tra i “Nuggets”. E quello riportato in vita nel sound di On Trial e Baby Woodrose.Non a caso questo lavoro esce su Bad Afro Records. The Setting Son è infatti il progetto di Sebastian T.W. Kristiansen, giovane musicista che spinto dalla passione per il suono ruvido, melodico e lisergico degli anni ’60 ha dato vita a questa simpatica creatura. In tale occasione Sebastian si divide tra voce, chitarra e organo ed è accompagnato da ospiti d’eccezione: Adam Olsson (The Aim) alla chitarra e alla voce, Marco Burro (The Untamed) al basso, Lorenzo Woodrose (Baby Woodrose) alla batteria e alla voce, anche produttore del disco. Un album che mantiene le premesse create: musica che diverte, composta e suonata per e con passione. Spensieratezza retrò rintracciabile nelle melodie zuccherose di “In a certain way”, “I love you” o “Laughing again”. Tra vocals morbide e sinuose, chitarre frizzanti, ritmiche inarrestabili e un organo infuocato, si fanno spazio episodi più tirati e acidi come la title track e “I’m down”, dove l’atmosfera si fa decisamente drogata. Ma la varietà non manca di certo, perché in altri passaggi (“Winter turned to spring” su tutti) si percepisce anche un mood malinconico, d’altri tempi. Come accade quando il flauto di Sigrid Inderberg accende “Desperate soul” di un amore disperato.
Insomma, “The Setting Son” non è certo un cd indispensabile, da custodire con gelosia nella vostra collezione. Si tratta piuttosto di un ascolto piacevole e rasserenante, un campionario di sonorità vintage che magari vi spingerà a riscoprire i fasti di un passato fin troppo misconosciuto. E ciò è senza dubbio merito del buon Sebastian.

Alessandro Zoppo