Sick Gazelle – Odum

I Sick Gazelle nascono dall’incontro tra Bruce Lamont (sassofonista di Yakuza, Corrections House e Brain Tentacles, già autore di due notevoli lavori solisti come Broken Limbs Excite No Pity e Feral Songs for the Epic Decline) ed Eric Block, chitarrista e tecnico del suono che a nome Veloce ha sperimentato l’arte di droni e riverberi.

Animatori della scena underground di Chicago, Lamont e Block hanno unito le forze con Steve Shelley, ex batterista dei punk del Michigan The Crucifucks transitato per un lungo periodo (dal 1985 al 2011) nei Sonic Youth per poi arrivare alle recenti collaborazioni con Sun Kil Moon e i vecchi compagni Lee Ranaldo e Thurston Moore.

Lamont e Block hanno dato la stura al progetto Sick Gazelle e non hanno finito più di improvvisare. Da questo concetto di totale libertà creativa, sempre più romantico e meno praticato nell’industria musicale di oggi, hanno preso le mosse per la composizione di Odum. Quattro tracce lunghissime e in larga misura strumentali, nelle quali la jam session scorre sovrana prima di venire catturata ai Semaphore Recording Studios.

Eliminata del tutto la base metal della band madre, Lamont lascia fluire con i suoi sodali il sostrato jazz, world beat, ambient e post-rock che ha sempre amato. Come se John Coltrane, Brian Eno e Peter Brötzmann flirtassero con King Crimson, Amon Düül e la musica etiope. Caffè dopo caffè, Shelley ha concesso una giornata libera ai suoi amici per tirare fuori un’ora di jam, limate nei 36 minuti secchi di questo esordio.

Il risultato è davvero affascinante e altamente psichedelico. Dalle oscurità dell’iniziale Depot ai 15 minuti della successiva Pacific, ci si immerge in un sound liquido e fluttuante come la copertina di Joseph Querio, caratterizzato da un passo lento, che cresce nota dopo nota. L’unica concessione arriva dalla breve Laguna, il solo brano cantato (da Lamont in una sorta di lingua fonetica) che accelera i ritmi e prepara al gran finale di Atlantic, composizione misteriosa e sfuggente, una jam vertiginosa tra mare e terra.

Che viaggio questo lavoro dei Sick Gazelle: Odum suona come il mistero dell’acqua, il desiderio sfrenato, la risposta ai misteri del rapimento delle sette note.

Alessandro Zoppo